«Profonda preoccupazione e sbigottimento» per un appello che rischiare di «incitare all'odio antisemita» e di «danneggiare l'immagine della Calabria»: con parole dure l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) ha condannato la recente iniziativa di 104 sindaci calabresi che hanno sottoscritto un documento per promuovere il boicottaggio delle relazioni commerciali con lo Stato.
Secondo l'UCEI, l'appello non solo si pone in contrasto con le prerogative dello Stato italiano in materia di politica estera — riservata al Governo — ma rischiando anche di «pregiudicare opportunità di dialogo, sviluppo e cooperazione internazionale» per la stessa Calabria.
«Il ricorso a slogan ideologici e letture superficiali di una situazione complessa e dolorosa», si legge nel comunicato diffuso dall'Unione, «contribuisce solo ad tensione alimentare, delegittimare il confronto democratico e può tradursi in un incitamento all'odio antisemita».
L'organizzazione rappresentativa delle comunità ebraiche italiane ha respinto con fermezza l'idea che il boicottaggio verso Israele sia una forma di legittima critica politica, definendolo invece «una misura discriminatoria che colpisce un intero popolo e, impressiona, anche le cittadine ei cittadini ebrei italiani».
Particolarmente critico il passaggio che denuncia la «leggerezza» di alcuni amministratori locali nell'aderire all'appello. Secondo l'UCEI, sostenere l'iniziativa di boicottaggio significa «avallare narrazioni distorte» e rischiare di «offrire spazio e legittimità a forme di estremismo e terrorismo».
In risposta all'iniziativa dei 104 sindaci, l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha annunciato che sarà presente in Calabria il prossimo 7 settembre, auspicando la partecipazione dell'Ambasciatore dello Stato di Israele, «per ribadire un impegno sincero alla convivenza, alla cooperazione e alla pace tra i popoli».
Infine, l'UCEI ha rivolto un appello agli altri sindaci calabresi — quelli che non hanno firmato — affinché prendano le distanze dall'iniziativa: «Ci attendiamo ora che si dissocino chiaramente da un'iniziativa che nulla ha a che fare con la pace e la convivenza e che, anzi, ribadiamo l'importanza delle relazioni con lo Stato di Israele, protagonista nella regione mediorientale di innovazione e sviluppo».