Arghillà, nuova protesta delle associazioni: «Occupare è reato, ma la povertà non si punisce»

Autore Giorgia Rieto | mar, 15 lug 2025 12:49 | Arghillà Popolari Reggio-Calabria Palazzine Abusivismo

La maggior parte dei nuclei del Comparto 6 ha già superato la soglia dei cinque anni di occupazione ed è in condizioni di vulnerabilità tali da giustificare la deroga

Nuova protesta pubblica delle associazioni Noi Siamo Arghillà e Un Mondo di Mondi, che denunciano la mancanza di risposte concrete da parte dell’Amministrazione comunale in merito alla regolarizzazione abitativa delle famiglie del Comparto 6 di Arghillà.

Le organizzazioni sottolineano che l’unica strada davvero efficace per superare la storica situazione di illegalità e ghettizzazione che caratterizza l’area sarebbe l’assegnazione regolare degli alloggi agli aventi diritto. Eppure – affermano – questa soluzione sembra ancora esclusa dalle opzioni considerate dal Comune di Reggio Calabria e dagli enti coinvolti.

Al centro della protesta c’è la condizione di decine di famiglie che, pur in possesso dei requisiti di legge per accedere a un alloggio popolare, continuano a vedersi negato il diritto all’assegnazione in quanto occupanti senza titolo. Le associazioni denunciano un atteggiamento di chiusura che, invece di accompagnare i nuclei familiari verso percorsi di regolarizzazione, si tradurrebbe in pressioni per l’allontanamento: inviti settimanali a lasciare le abitazioni, proposte di trasferimento in comunità o strutture temporanee e l’indicazione di cercare autonomamente una casa in affitto, soluzione definita economicamente insostenibile per molti.

Dal punto di vista normativo, ricordano i promotori della mobilitazione, l’occupazione abusiva di un alloggio è un reato ma non determina la perdita del diritto alla casa se sussistono i requisiti di bisogno abitativo. La legge nazionale prevede una sospensione dell’assegnazione per cinque anni, trascorsi i quali il diritto viene reintegrato. Inoltre, una deroga può essere concessa dal Sindaco in presenza di fragilità sociali, come famiglie con minori, disabili o altri casi meritevoli di tutela.

Secondo le associazioni, la maggior parte dei nuclei del Comparto 6 ha già superato la soglia dei cinque anni di occupazione ed è in condizioni di vulnerabilità tali da giustificare la deroga. Di conseguenza, l’assegnazione degli alloggi non solo sarebbe possibile e legittima, ma anche coerente con i principi costituzionali di dignità e inclusione.

Le associazioni contestano inoltre la posizione dei Servizi sociali comunali che, in alcuni casi, considererebbero le entrate da assistenza domiciliare o da disabilità come risorse da destinare al pagamento di un affitto. Tali somme – precisano – sono per legge escluse dal calcolo dell’ISEE in quanto destinate a coprire bisogni sanitari e socioassistenziali, e dunque il loro utilizzo per finalità abitative sarebbe contrario alla normativa vigente.

Alla luce di questi elementi, Noi Siamo Arghillà e Un Mondo di Mondi rilanciano la richiesta al Comune di Reggio Calabria, con il supporto della Prefettura, di procedere con urgenza all’assegnazione degli alloggi popolari a chi ne ha diritto, come atto concreto di una politica sociale realmente inclusiva e rispettosa delle fasce più fragili della popolazione.



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