Una lettera indirizzata all’Amministrazione comunale ha evidenziato le criticità della decisione
Non si placano le polemiche intorno alla recente direttiva dell’Ufficio Cimiteri del Comune di Reggio Calabria, che prevede – per il periodo compreso tra il 15 luglio e il 18 agosto – l’apertura di tutti i cimiteri cittadini e periferici esclusivamente nella fascia oraria mattutina, dalle ore 8:00 alle ore 14:00, con la conseguente chiusura pomeridiana.
A sollevare pubblicamente il problema è il cittadino Francesco Cutrupi, che in una lettera indirizzata all’Amministrazione comunale ha evidenziato le criticità della decisione, ritenendola inadeguata e potenzialmente dannosa per la salute dei visitatori, in particolare degli anziani.
«L’iniziativa – scrive Cutrupi – non appare dettata da un reale intento di migliorare il servizio ai cittadini, quanto piuttosto da esigenze organizzative interne, legate alla gestione del piano ferie del personale. Una scelta comprensibile, se non fosse che le ferie a Reggio Calabria si concentrano praticamente tutte tra il 15 luglio e il 15 agosto, mentre il contratto collettivo nazionale prevede la loro distribuzione su un arco temporale più ampio, da giugno a settembre».
Ma è l’impatto sulla salute dei cittadini a destare maggiore preoccupazione. «L’orario scelto costringe i visitatori ad accedere ai cimiteri proprio durante le ore più calde della giornata – prosegue Cutrupi – esponendo soprattutto le persone più fragili a rischi evidenti per la salute».
Un paradosso, secondo il firmatario della lettera, alla luce dell’ordinanza con cui lo stesso Comune ha recentemente vietato il lavoro all’aperto per alcune categorie tra le 12:30 e le 16:00, proprio per tutelare i lavoratori dai pericoli derivanti dall’afa e dalle alte temperature. «Perché – si chiede Cutrupi – non si usa la stessa sensibilità nei confronti dei cittadini?»
Da qui l’appello accorato all’Amministrazione comunale: rivedere con urgenza la disposizione sugli orari dei cimiteri, oppure, in alternativa, istituire un presidio sanitario in ogni struttura fino al 18 agosto, a tutela dei cittadini che decidano comunque di far visita ai propri cari.
Una richiesta semplice e di buon senso che, come auspicato da Cutrupi, potrebbe portare l’Amministrazione a riflettere su come bilanciare esigenze organizzative e tutela della salute pubblica, specie in un contesto climatico sempre più estremo.