Incendi in Calabria, Tavernise (M5S): “Altro che modello Calabria, qui brucia tutto. Calabrese nega l’evidenza e offende i cittadini”

Autore Giorgia Rieto | lun, 28 lug 2025 18:02 | Calabria Tavernise Incendi

Il consigliere regionale denuncia anche l'assenza di risultati sul fronte della repressione

"Altro che procurato allarme, qui la realtà brucia – letteralmente – sotto gli occhi di tutti. Le fiamme stanno devastando la Calabria e l'assessore calabrese, invece di affrontare l'emergenza, preferisce insultare chi la denuncia". È un attacco durissimo quello di Davide Tavernise, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che replica alla nota dell'assessore all'Ambiente Giovanni Calabrese, il quale ha accusato gli esponenti pentastellati di allarmismo ingiustificato.

"Le immagini degli incendi che stanno colpendo la Sila, la Sibaritide, la Locride, il Vibonese e l'Alto Tirreno cosentino parlano chiaro. I dati ufficiali dei Vigili del Fuoco registrano un aumento del 67% degli interventi rispetto allo scorso anno, tanto da dover richiedere rinforzi da Lazio e Toscana. Non è allarmismo: è la realtà. E negarla è irresponsabile", ha dichiarato Tavernise.

Il consigliere regionale denuncia anche l'assenza di risultati sul fronte della repressione. "Nel 2025 non è stato arrestato neanche un piromane. Nessuna colpevolezza, nessuna giustizia, solo impunità e roghi che si ripetono. È questo il 'modello Calabria' di cui parlano Occhiuto e Calabrese?", si chiede polemicamente il pentastellato.

Critiche anche sull'uso annunciato dei droni per la prevenzione. "Ci viene detto che i droni sono 25. Ma dove sono? Dove hanno volato? Quali incendi hanno evitato? Non una risposta, non un dato trasparente. Solo annuncia, mentre chi sta davvero combattendo le fiamme - vigili del fuoco, forestali, volontari - lo fa con pochi mezzi e condizioni estreme".

Tavernise ha anche ricordato una grave precedente: "L'anno scorso il presidente Occhiuto ha additato un bambino di dieci anni come responsabile di un incendio. Quella sì che è stata una vergogna. E oggi veniamo accusati di infangare la Calabria solo perché chiediamo verità e interventi reali?".

La conclusione è un appello: "Chi ha responsabilità istituzionale dovrebbe difendere i cittadini con i fatti, non attaccarli con le parole. La Calabria ha bisogno di risposte vere, di un piano antincendi serio, di prevenzione, di repressione e soprattutto di rispetto per chi denuncia il disastro con coraggio".



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