Terremoto in Kamchatka: perché si è verificato, quali rischi per il mondo e per l’Europa

Autore Giorgia Rieto | mer, 30 lug 2025 10:52 | Europa Russia Terremoto Effetti-Terremoto-Europa

Il sisma di magnitudo 8.8 che ha colpito l'Estremo Oriente russo nasce dalla forza delle placche tettoniche

L'origine del terremoto

Il violento terremoto che ha colpito la penisola della Kamchatka, nell'Estremo Oriente russo, è solo l'ultimo di una lunga serie di eventi sismici che caratterizzano questa zona ad altissima attività tettonica. Il sisma, registrato con magnitudo 8.8, ha avuto origine lungo il margine tra la placca pacifica e la placca nordamericana (o più precisamente, quella dell'Okhotsk), dove la prima si inabissa sotto la seconda in un processo noto come subduzione .

In questa regione, il fondale dell'oceano Pacifico scivola lentamente sotto la crosta terrestre dell'Eurasia. Un accumulo di energia enorme si crea nel corso degli anni a causa dell'attrito tra le placche: quando la tensione supera la soglia di resistenza delle rocce, l'energia si libera bruscamente, generando un terremoto. A questo processo geodinamico si associano spesso tsunami , provocati dallo spostamento improvviso della massa d'acqua sovrastante.

Perché l'Europa non rischia nulla
L'Europa è al sicuro da questo tipo di eventi per diverse ragioni. La prima è di natura geografica e tettonica : il terremoto ha avuto origine nel "Cinturone di fuoco" del Pacifico, una delle zone sismicamente più attive del pianeta, ma geologicamente molto distante dall'Europa. Il nostro continente si trova su un'altra placca (quella euroasiatica) e il movimento tra le placche del Pacifico non ha effetti diretti su di essa.

Inoltre, anche lo tsunami generato da un terremoto così distante non può raggiungere l'Europa in modo significativo: l'Oceano Pacifico è separato dall'Europa da continenti interi e da vasti sistemi montuosi e oceanici che attenuano o fermano del tutto la propagazione delle onde.

Effetti globali: dal clima all'economia
tuttavia, alcuni effetti indiretti non possono essere esclusi del tutto. In caso di danni ingenti a infrastrutture industriali o centrali nucleari (come accadde a Fukushima nel 2011), si potrebbero verificare ricadute ambientali o economiche su scala globale.

Inoltre, forti terremoti sottomarini possono modificare localmente la circolazione marina e atmosferica, anche se in misura limitata e temporanea. Gli effetti più probabili riguardano interruzioni dei traffici commerciali nel Pacifico e possibili turbolenze finanziarie legate ai mercati energetici, assicurativi e delle materie prime.


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