Un tempo luogo di vita precaria, oggi discarica a cielo
aperto
Dove un tempo sorgeva la baraccopoli rom dell’ex Selleria di Ciccarello, oggi c’è una nuova emergenza che preoccupa i cittadini: l’area dell’ex Polveriera, nella parte alta del rione, è diventata un ricettacolo di rifiuti di ogni genere, compresi materiali potenzialmente pericolosi e rappresenta una grave minaccia per l’ambiente e la salute pubblica. Negli ultimi anni, quel sito per i residenti “è il simbolo dell’abbandono e dell’inefficienza istituzionale”.
Nata tra la seconda metà degli anni ’50 e i primi anni ’60, la baraccopoli si era formata in seguito all’alluvione che colpì duramente il torrente Sant’Agata e l’intera zona sud della città. Decenni di marginalizzazione avevano trasformato l’area in una realtà difficile, poi lentamente smantellata grazie a interventi sociali e di riqualificazione urbana.
Tuttavia, quella che avrebbe dovuto essere una rinascita si è trasformata in un incubo ambientale. L’area liberata dalla presenza delle baracche oggi è invasa da rifiuti di ogni tipo: elettrodomestici, scarti edili, ferri, materiali potenzialmente tossici. Un vero e proprio deposito abusivo, che cresce giorno dopo giorno nell’indifferenza generale.
“I cittadini sono stanchi – racconta un residente –. Abbiamo aspettato anni per vedere finalmente sgomberata quell’area, ora ci ritroviamo una discarica nel cuore del quartiere. Dove sono le istituzioni? Chi vigila su questo scempio?”.
Molti abitanti della zona segnalano anche la presenza di rifiuti pericolosi che mettono a rischio l'incolumità di grandi e bambini. Con l’arrivo delle piogge inoltre, cresce la paura di infiltrazioni nel terreno, già compromesso da decenni di incuria.
L’appello dei residenti è chiaro: interventi immediati per bonificare l’area, installazione di sistemi di videosorveglianza per prevenire nuovi sversamenti e un piano di riqualificazione urbana che restituisca dignità a una parte di città troppo a lungo dimenticata.
“Vogliamo sapere quando sarà finalmente ripristinato il decoro – insistono i cittadini –. Non possiamo più convivere con una bomba ecologica sotto casa. Ogni giorno, aprono la rete metallica e scaricano dentro di tutto. La recinzione è simbolica, inutile. Chi vuole scaricare lo fa tranquillamente, anche di notte. Non possiamo più convivere con una bomba ecologica sotto casa”.
Nel silenzio assordante delle Istituzioni, l’ex Polveriera resta simbolo di un quartiere sospeso tra passato e futuro, dove l’emergenza ambientale si somma a quella sociale. Ma i residenti non ci stanno più a vivere tra i rifiuti: è tempo di risposte concrete.