"Guerrieri di luce": al Cilea applausi, lacrime e sorrisi per una serata che accende la speranza

Autore Grazia Candido | sab, 04 ott 2025 11:37 | Premio-Guerrieri Casa-Ail Solidarietà Memoria Oda

Il ricavato devoluto interamente a Casa AIL

Una serata indimenticabile quella di ieri al teatro "Francesco Cilea" di Reggio Calabria, dove si è tenuta l’edizione 2025 del Premio Guerrieri, evento organizzato grazie alla sinergia dell'avvocato Nino Aloi (presidente dell'associaizone benefica "Il pellicano") e Peppe Piromalli (direttore artistico dell'Officina dell'Arte) e divenuto simbolo di riconoscimento per chi combatte ogni giorno battaglie silenziose, ma fondamentali per la comunità. Un appuntamento che ha saputo unire profondità emotiva e intrattenimento, memoria e speranza, in un clima di grande partecipazione e commozione.

A condurre con classe, professionalità e intensa partecipazione è stata la giornalista Eva Giumbo, capace di tessere il filo conduttore della serata con delicatezza, dando spazio ai racconti, alle emozioni e alle testimonianze dei protagonisti. La Giumbo, con il suo tocco sobrio ma incisivo, ha guidato il pubblico in un viaggio umano che ha lasciato un segno profondo nella platea del Cilea, gremita per l’occasione.

I riconoscimenti assegnati hanno messo al centro figure che incarnano il senso più profondo del premio: coraggio, impegno, resilienza e altruismo.

Tra i premiati, l'AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma), da anni punto di riferimento insostituibile per chi affronta malattie ematologiche. A ritirare il premio, la dottoressa e presidente della associazione Giusy Sembianza, che ha raccontato con grande umiltà il lavoro quotidiano svolto accanto ai pazienti, sottolineando l’importanza della rete di solidarietà che ruota attorno a strutture come Casa AIL.

Altro riconoscimento è andato alla dottoressa Giulia Pucci, ematologa calabrese da tempo impegnata sul campo nella lotta contro le malattie del sangue. Il suo intervento ha commosso il pubblico, ricordando non solo l'importanza della ricerca scientifica, ma anche l’aspetto umano della cura: "La medicina è fatta di dati, numeri e protocolli, ma è soprattutto ascolto, mani che si stringono, occhi che si incontrano".

Particolarmente toccante il momento in cui è salito sul palco Giovanni Ricci, figlio di Domenico Ricci, carabiniere e capo scorta di Aldo Moro, ucciso il 16 marzo 1978 in via Fani durante il rapimento dello statista. Ricci ha portato una testimonianza di dolore ma anche di elaborazione e rinascita, sottolineando l’importanza della memoria storica come strumento di pace.

"Porto con me l’insegnamento di mio padre e il dovere di testimoniare non solo la tragedia, ma anche la speranza che può rinascere dal dolore" - ha affermato emozionato e felice di essere di nuovo a Reggio Calabria.

Infine, uno dei momenti più sentiti della serata è stato quello dedicato al Premio alla Memoria, conferito alla famiglia Candido, per ricordare Antonino, giovane vigile del fuoco reggino, tragicamente scomparso durante un intervento a soli 32 anni. La sala, visibilmente commossa, ha tributato a Nino un lunghissimo e caloroso applauso, segno del profondo affetto che la città nutre nei confronti di questo giovane eroe.

"Il premio lo dedico a mia figlia Ilaria - ha detto visibilmente commossa mamma Marina -. Lei è una guerriera perchè in questa terribile disgrazia, la morte di un figlio è un evento disumano, è riuscita a darci la forza per andare avanti in questa vita anche per Antonino. Lui è sempre con noi e il nostro amore sarà eterno".

La serata, pur nel suo forte carico emotivo, ha lasciato ampio spazio anche al sorriso, con l’intervento di tre comici che hanno saputo donare leggerezza e spensieratezza senza mai perdere il rispetto per il contesto e per i messaggi della serata.

Gennaro Calabrese, maestro nell’arte dell’imitazione e della satira, ha strappato risate con le sue caratterizzazioni esilaranti di politici e personaggi dello spettacolo, alternando gag brillanti a momenti di riflessione sulla società contemporanea.

Pasquale Caprì, accompagnato dalla storica spalla Benvenuto Marra, ha portato sul palco una comicità dal sapore tradizionale, fatta di osservazione e ironia sul quotidiano, capace di coinvolgere il pubblico con naturalezza. 

A chiudere il momento comico ci ha pensato Santo Palumbo, artista versatile e pungente, che ha offerto un monologo sulla "calabresità", alternando battute a momenti di malinconica riflessione, conquistando l’applauso convinto del pubblico.

Cuore pulsante della serata è stato il fine benefico dell’intera iniziativa. Tutto il ricavato dell’evento sarà destinato a Casa AIL, struttura che offre ospitalità gratuita ai pazienti onco-ematologici e alle loro famiglie, provenienti da tutta la Calabria e oltre, durante il periodo delle cure.

"Questo teatro pieno è la dimostrazione che la solidarietà, quando è vera, sa ancora muovere i cuori e fare la differenza" - ha dichiarato Peppe Piromalli, promotore della serata insieme all'associazione "I Falchi".

Il Premio Guerrieri 2025 si conferma, ancora una volta, non solo un momento di celebrazione, ma un invito collettivo alla consapevolezza, alla responsabilità civile e alla solidarietà attiva. Le storie raccontate ieri al teatro "Cilea" sono quelle che spesso non fanno rumore, ma che rappresentano l’anima più autentica della nostra società: fatta di medici, volontari, figli che portano avanti la memoria dei padri, uomini e donne che, pur nel dolore, scelgono di fare del bene.

Una serata che ha saputo far ridere e piangere, ma soprattutto ricordare che ogni piccolo gesto di coraggio è una luce accesa nel buio dell’indifferenza.


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