Scontro tra MUR e Università “Dante Alighieri”: il TAR annulla il decreto rettorale

Autore Grazia Candido | sab, 11 ott 2025 18:52 | Mur Università-Dante-Alighieri Tar Cda Decreto-Rettorale

Tra le accuse anche la mancata approvazione delle modifiche statutarie con la maggioranza qualificata prevista dalla legge

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria ha dato ragione al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), annullando un importante atto adottato dall’Università per Stranieri “Dante Alighieri”. Al centro della controversia: le modalità con cui l’ateneo ha approvato alcune modifiche statutarie ritenute illegittime per vizi legati alla composizione del Consiglio di Amministrazione (CdA).

Nel dicembre 2024, il Rettore dell’Università aveva emanato un decreto con cui si approvavano alcune modifiche allo Statuto dell’Ateneo. Tuttavia, il MUR ha impugnato quel provvedimento, sostenendo che fosse stato adottato da un CdA non correttamente costituito, e quindi privo di legittimazione.

Secondo il Ministero, i membri del CdA non erano stati designati secondo quanto previsto dallo Statuto e, in particolare, non risultavano nominati dal Consorzio SDA, socio fondatore dell’Università. Inoltre, il CdA avrebbe deliberato nonostante la presenza di un diverso CdA, convocato sempre dal Consorzio, che nel frattempo aveva nominato nuovi membri e un nuovo presidente. Una vera e propria situazione di governance “sdoppiata”, che il Ministero ha giudicato troppo confusa per garantire trasparenza e legittimità.

Il MUR ha sottolineato di aver chiesto più volte chiarimenti all’ateneo, in particolare sulla composizione degli organi di governo e sull’effettiva validità delle delibere adottate, ma senza ottenere risposte adeguate. Il Ministero ha quindi denunciato una violazione del proprio potere di vigilanza, previsto dalla legge, soprattutto in materia di statuti e sostenibilità della governance universitaria.

Tra le accuse anche la mancata approvazione delle modifiche statutarie con la maggioranza qualificata prevista dalla legge (tre quinti dei membri del CdA), elemento ritenuto essenziale per la validità delle delibere.

Il TAR Calabria ha accolto il ricorso, anche se con motivazioni più articolate rispetto a quanto sostenuto dal Ministero. In sintesi, i giudici hanno riconosciuto che il CdA che ha approvato le modifiche statutarie era composto in modo irregolare e questo vizia le delibere adottate; l’Università non ha collaborato con il Ministero fornendo le informazioni richieste e ostacolando così, l’esercizio del controllo statale.

Anche se non si tratta di atti nulli, le irregolarità rilevate bastano a giustificarne l’annullamento per violazione delle norme sulla composizione degli organi universitari.

Al contrario, il TAR ha respinto alcune eccezioni, ad esempio l’idea che il Consorzio potesse autonomamente convocare il CdA o che le comunicazioni ministeriali obbligassero l’ateneo a sospendere ogni deliberazione.

Con questa sentenza, il decreto rettorale n. 1 del 16 dicembre 2024 viene annullato, riaprendo di fatto il nodo sulla legittimità degli organi di governo dell’Università “Dante Alighieri”. Praticamente, il Tar ha accolto il ricorso del Ministero solo per il fatto che la delibera di modifica dello statuto del CDA non è stata trasmessa nei termini al Ministero per la verifica e vigilanza.

Il caso mette in evidenza la fragilità di alcune realtà universitarie non statali, dove le relazioni tra enti fondatori, governance interna e vigilanza ministeriale risultano spesso complesse e oggetto di tensioni.

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