Sciopero dei Vigili del Fuoco: adesione straordinaria del 96% a Reggio Calabria

Autore Giorgia Rieto | sab, 18 ott 2025 19:23 | Vigili-Del-Fuoco Pompieri

Le Organizzazioni Sindacali chiedono il reinserimento di Bianco e Siderno tra le sedi disagiate

Mattinata di protesta per i Vigili del Fuoco della provincia reggina. Nella giornata di oggi, sabato 18 ottobre 2025, si è tenuto lo sciopero del personale VVF, proclamato dalle sigle sindacali UILPA VVF, FNS CISL VVF, FP CGIL VVF, CONFSAL, CONAPO e USB, dalle ore 10:00 alle ore 14:00, a seguito della mancata conciliazione prevista dalla Legge 146/1990.

Alla base della mobilitazione, la revoca del riconoscimento di “sede disagiata” e la mancata applicazione dell’art. 20, comma 4, del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro nei confronti del Distaccamento di Siderno, particolarmente penalizzato anche dai lavori stradali di ammodernamento presso la galleria Limina e la galleria Il Torbido, che complicano ulteriormente le operazioni di intervento e i tempi di percorrenza.

Lo sciopero ha registrato un’adesione altissima, pari al 96% del personale, a testimonianza del forte malcontento e della coesione interna dei Vigili del Fuoco, che da tempo chiedono maggiore attenzione alle proprie condizioni lavorative.
Le Organizzazioni Sindacali hanno espresso “grande soddisfazione per la riuscita della mobilitazione”, sottolineando come questo risultato rappresenti un chiaro segnale per l’Amministrazione, invitata a riconsiderare le decisioni prese.

In vista del prossimo tavolo tecnico nazionale, nell’ambito della contrattazione di secondo livello, le OO.SS. chiedono con forza che le sedi di Bianco e Siderno vengano nuovamente inserite tra quelle riconosciute come disagiate, restituendo così dignità e riconoscimento al personale che ogni giorno, con professionalità e sacrificio, garantisce sicurezza e soccorso alla collettività.

La mobilitazione di oggi, spiegano i sindacati, non rappresenta un punto d’arrivo ma l’inizio di un percorso di rivendicazione volto a ottenere il rispetto dei diritti e delle tutele di chi opera in prima linea, spesso in condizioni estremamente difficili.

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