Intimidazione al giornalista Sigfrido Ranucci. Un ordigno contro la verità

Autore Antonio Spina | dom, 19 ott 2025 11:42 | Sigfrido-Ranucci Libertà-Stampa Intimidazione

Una bomba può ferire una persona, ma non può mettere a tacere la verità

Un ordigno piazzato sotto l’auto di Sigfrido Ranucci non rappresenta solo una cruda fotografia di un attacco a un giornalista: è in realtà molto di più, un attacco alla libertà di stampa e alla democrazia stessa. Quando la violenza bussa alla porta di chi indaga, non è mai un fatto da circoscriversi al destinatario della minaccia: è un messaggio indirizzato a tutti.

Ranucci, volto e voce dell’inchiesta televisiva più scomoda del Paese, è stato colpito nel luogo più intimo — la sua casa — con un gesto che non lascia spazio all’ambiguità: intimidire, spaventare, costringere al silenzio. Non si tratta più di insulti sui social o di pressioni politiche come ormai siamo abituati ad assistere. Adesso si è varcata una linea rossa: quella che separa la dialettica democratica dalla violenza criminale.

La storia italiana conosce bene questa deriva, rievocando tempi bui. Minacce, attentati, dossieraggi e delegittimazioni sono stati spesso il preludio a stagioni inquietanti, in cui la libertà di informare e di essere informati veniva deteriorata giorno dopo giorno, spesso nell’indifferenza generale. Ma la memoria serve proprio a questo: a non normalizzare e far passare in secondo piano.

Ora lo Stato è chiamato a dare una risposta che non sia solo di circostanza. Non bastano parole di solidarietà e condanne formali. Serve un’indagine seria e rapida, la protezione concreta di chi fa informazione, e un segnale chiaro: in Italia chi tocca la libertà di stampa tocca un pilastro costituzionale.

Sigfrido Ranucci ha dichiarato che non si farà intimidire. È una frase di coraggio, ma non dovrebbe essere una condanna personale a combattere da solo. La libertà di stampa non è un duello tra un cronista e i suoi nemici: è un bene collettivo, da difendere tutti insieme.

Un ordigno può ferire una persona, può colpire un’auto, può creare paura. Ma non può — se lo decidiamo insieme — mettere a tacere la verità.

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