A Catanzaro, un sogno chiamato stabilità. Assalto al concorso del Ministero della Giustizia

Autore Grazia Candido | mar, 21 ott 2025 17:21 | Concorso-Ministero-Giustizia Prove Catanzaro Funzionari Assistenti

Giovani, adulti, professionisti e precari in fila per un diritto e un futuro migliore

In questi giorni Catanzaro è diventata uno dei cuori pulsanti di un’importante selezione nazionale: le prove scritte del Concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di 2.970 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, da inquadrare nei ruoli del Ministero della giustizia (370 Funzionari a supporto delle attività degli Uffici notificazioni, esecuzioni e protesti e 2600 unità nell’Area assistenti a supporto della giurisdizione e dei servizi di cancelleria).

Un’occasione che migliaia di calabresi e non solo, vivono come una concreta speranza di stabilità professionale, dopo anni segnati dalla precarietà, da impieghi temporanei e da percorsi lavorativi spesso lontani dalle proprie aspirazioni. 
Questa mattina, all'ingresso della sede concorsuale, si è presentato un vero spaccato del Sud che lavora e che lotta per un futuro dignitoso. In coda per accedere alla prova c’erano diplomati, studenti universitari, formatori, giornalisti, insegnanti precari, segretari, pizzaioli, idraulici, commercianti e tante altre figure tutte unite da un obiettivo comune: conquistare un “posto fisso” che possa finalmente garantire quella sicurezza economica e personale sempre più difficile da ottenere nel mercato del lavoro odierno.
Molti dei partecipanti nell'attesa di espletare la prova, hanno raccontato di aver accettato, negli ultimi anni, qualsiasi tipo di impiego pur di sopravvivere: dal lavoro nei call center al rider per le consegne a domicilio, dai turni nei bar alle supplenze scolastiche da pochi giorni. Altri hanno seguito percorsi di formazione, corsi pubblici o master, con la speranza di un inserimento stabile che però, tarda ad arrivare.
La Calabria è una regione in cui la disoccupazione giovanile resta tra le più alte d’Italia, ma il problema occupazionale investe purtroppo tutto il Paese. In questi giorni infatti, nelle varie sedi concorsuali sparse per tutte le Regioni italiane, ci sono candidati che cercano un riscatto e, in questo concorso, molti vedono una possibilità di tornare o restare nel proprio territorio, evitando l’emigrazione forzata verso le grandi città del Nord o l’estero.

Altri ancora sperano semplicemente di dare una svolta alla propria carriera, dopo anni passati in ruoli senza tutele o continuità.
La precarietà, per molti, non è più solo una condizione lavorativa, ma una condizione esistenziale. E in un’Italia dove il lavoro stabile è diventato un miraggio, un concorso come questo assume un valore sociale che va oltre le sole assunzioni.

È un simbolo, per tanti, di quella ricerca spasmodica di sicurezza e dignità che ogni cittadino dovrebbe avere il diritto di pretendere.
In attesa dei risultati, resta l’immagine di un’intera generazione o meglio, di più generazioni, che non si arrende, che studia, si prepara, prova. E che, anche in fila davanti a un’aula concorsuale, continua a sognare un futuro più giusto.

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