Il Presidente onorario Domenico Cuccio sprona il Governo
"La possibilità di tassare a cedolare secca del 21% gli affitti brevi (così intesi quelli sotto i 30 gg) resterà privilegio di chi non si servirà delle piattaforme Airbnb. Codesta possibilità cosi come la possibilità di tassare con cedolare secca al 26% gli affitti brevi tramite gli intermediari, esempio le agenzie, vanifica la legge 431/98 laddove all'art. 5, comma 1, prevede la possibilità di sottoscrivere un contratto transitorio da 1 a 18 mesi, dunque compresa la durata dell'affitto breve da 1 a 30 gg, sottoposto però ad un canone di locazione parametrato all'accordo territoriale decentrato vigente nel Comune in cui siano consentiti gli affitti brevi".
Così il Presidente onorario UPPI Area metropolitana di Reggio Calabria Domenico Cuccio.
"Detti affitti poiché non riconducibili a locazione abitativa dovrebbero invece essere tassati secondo tassazione ordinaria prevista per ditte individuali o società di persone o di capitali trattandosi di attività simil alberghiere con attività di cambio biancheria, colazione al mattino, pulizia dell'alloggio. È inconcepibile che il governo non se ne renda conto ed è altrettanto inconcepibile che organizzazioni che tutelano la proprietà immobiliare non attivino la propria forza contrattuale per difendere il diritto di locazione distinguendolo dalla attività locandiera peraltro nociva nelle grandi città dove gli affitti raggiungo canoni esosi oltre ogni misura a causa proprio di queste attività anomale e che portano evasione fiscale in quanto esercitate in nero, oltre che nel vasto patrimonio immobiliare dei grandi centri, specialmente nelle vicinanze di ospedali e case di cura come è possibile accertare senza indagini complesse se ne abbia voglia e fantasia"- conclude Cuccio.