Papa Francesco ha proclamato Mons. Ferro Venerabile, riconoscendo l’esercizio eroico delle virtù teologali e cardinali
A 75 anni esatti dalla sua ordinazione episcopale, il Venerabile Arcivescovo Giovanni Ferro, guida amatissima della Chiesa reggina, sarà annoverato tra i “Giusti della società civile 2026”. L’annuncio arriva dall’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano, promossa dalla Fondazione Gariwo, dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e dal Comune di Milano.
L’11 marzo 2026, nel Giardino dei Giusti dell’Umanità al Monte Stella di Milano, il nome di Mons. Ferro sarà inciso accanto a figure di rilievo mondiale come Martin Luther King, Piero Calamandrei, Vivian Silver, Reem Al-Hajajreh e Aleksandra Skochilenko, tra gli altri.
La scelta di onorare Mons. Ferro si lega alla testimonianza di Roberto Furcht, ebreo salvato dal futuro arcivescovo durante l’occupazione nazista. All’epoca, Ferro era rettore del Collegio Gallio di Como (dal 1931 al 1945) e, rischiando la vita, offrì rifugio e protezione al giovane Furcht, registrandolo sotto falso nome.
Fu proprio il figlio di Roberto, il professor Andrea Furcht, a proporre la candidatura di Mons. Ferro, riconoscendone il coraggio silenzioso e la profonda umanità:
“Mio padre – ha raccontato – fu sorpreso dall’armistizio a Cittiglio e, sfuggito miracolosamente a un rastrellamento, trovò salvezza grazie a padre Giovanni Ferro, che lo ospitò a rischio della propria vita. Noi figli abbiamo conosciuto quell’episodio dai racconti di nostro padre e di nostra nonna.”
Il 29 ottobre 1950, nella Cattedrale di San Lorenzo a Genova, il Cardinale Giuseppe Siri consacrava Giovanni Ferro Arcivescovo di Reggio Calabria e Vescovo di Bova. Allora quarantanovenne, Ferro lasciava la parrocchia della Maddalena, dove aveva fondato il “servizio della carità”, un’esperienza innovativa per il tempo, animata da una fede concreta e vicina agli ultimi.
Le cronache di allora ricordano il dolore della comunità genovese per la sua partenza, descrivendolo come un “autentico maestro di vita” e un sacerdote che “non aveva limiti nel farsi tutto a tutti”. A Reggio Calabria, il nuovo arcivescovo si distinse subito per la vicinanza ai poveri e ai malati, per l’impegno nella formazione del clero e dei laici e per la capacità di coniugare spiritualità e concretezza pastorale.
Il motto episcopale di Mons. Ferro, “Omnia in Charitate” (“Tutto nella carità”), sintetizza l’essenza del suo ministero. La sua carità non era mero filantropismo, ma una testimonianza viva del Vangelo, vissuta nella discrezione e nel servizio quotidiano.
Nel 2020, Papa Francesco ha proclamato Mons. Ferro Venerabile, riconoscendo l’esercizio eroico delle virtù teologali e cardinali. La Causa di Beatificazione e Canonizzazione è oggi nella fase romana, presso il Dicastero delle Cause dei Santi, in attesa del riconoscimento di un miracolo per intercessione del Venerabile.
Il Postulatore della Causa, Giuseppe Carlo Rotilio, invita i fedeli a unirsi nella preghiera:
“È necessario pregare e invocare l’intercessione del nostro Venerabile Giovanni, specialmente per gli ammalati e per chi soffre. Siamo certi che il Signore, nei tempi e nei modi che Egli vorrà, concederà il miracolo atteso per il riconoscimento ufficiale della sua santità.”
L’11 marzo 2026, dunque, Reggio Calabria e la Chiesa universale potranno rendere omaggio a un pastore che, nella semplicità e nella forza della fede, seppe incarnare la carità evangelica fino al dono di sé, divenendo “giusto” tra gli uomini e testimone di pace per l’umanità intera.