Calcioscommesse, Borrelli: “Arbitro e rete truccavano partite giovanili, puntavano ai professionisti"

Autore Grazia Candido | mer, 29 ott 2025 15:23 | Scommesse Operazione-Penalpy Borrelli Combine

Scoperta associazione a delinquere che manipolava le partite 

“Un’associazione criminale promossa da un arbitro, con l’obiettivo di alterare i risultati di alcune partite, in particolare nei settori giovanili, Primavera e Under 19, ma con l’intenzione di estendere l’attività anche ai campionati professionistici”.

Così il Procuratore della Repubblica Giuseppe Borrelli ha descritto il cuore dell’inchiesta che scuote nuovamente il mondo del calcio italiano, rivelando un sistema di combine costruito per trarre profitti attraverso le scommesse sportive.

Secondo quanto riferito dal Procuratore, l’organizzazione avrebbe messo a punto un vero e proprio programma criminoso: manipolare i risultati di incontri giovanili per orientare le giocate e incassare vincite sulle piattaforme di scommesse.

“Abbiamo accertato – ha precisato Borrelli – il coinvolgimento di alcuni soggetti toscani che fornivano capitali e ricevevano i proventi delle puntate, anche attraverso la creazione di fittizi conti gioco”.

Al momento, non emergono collegamenti con realtà criminali di più ampia portata.

“Non è stato evidenziato – ha spiegato il Procuratore – un coinvolgimento di organizzazioni più strutturate, né con proiezioni internazionali”.

Tuttavia, la rete di relazioni e l’ambizione del gruppo destano forte preoccupazione, soprattutto per l’intenzione dichiarata di allargare il raggio d’azione verso le competizioni professionistiche.

L’indagine è scattata a seguito di segnalazioni di anomalie nei flussi di scommesse, in particolare per alcune partite che avevano attirato concentrazioni insolite di giocate.

“Sono state riscontrate puntate rilevanti su singoli incontri – ha aggiunto Borrelli – soprattutto provenienti da centri calabresi, pur riguardando partite che non interessavano realtà sportive locali. Questo ha destato la nostra attenzione e ci ha portati ad avviare attività tecniche di indagine”.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’associazione riusciva a pilotare i risultati di determinate partite per trarre vantaggio economico dalle scommesse.

“L’obiettivo – ha concluso il Procuratore – era alterare il risultato e scommettere sull’esito già concordato, così da ottenere profitti certi”.

L’inchiesta, tuttora in corso, rappresenta un nuovo campanello d’allarme per il sistema calcio, soprattutto nei settori giovanili, troppo spesso percepiti come al riparo dalle logiche del malaffare.

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