L’arte come atto di liberazione: l’Accademia di Belle Arti presenta il terzo workshop di “Condominio Mediterraneo”

Autore Grazia Candido | ven, 31 ott 2025 13:42 | Condominio-Mediterraneo Workshop Abarc Piero-Sacchetti De-Novellis

L'artista Romina De Novellis guida gli studenti in una performance sul tema delle eco-mafie

"Condominio Mediterraneo è un progetto che unisce ricerca, formazione e impegno civile. L’Accademia si conferma un luogo di dialogo, dove l’arte diventa strumento di consapevolezza e di cambiamento sociale".

Così il direttore dell’Accademia di Belle Arti, Pietro Sacchetti, ribadisce con orgoglio la qualità e la profondità di un ampio progetto che ha visto in prima linea l'istituzione d'arte. Si è tenuta oggi, nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti, la presentazione del terzo workshop del progetto “Condominio Mediterraneo”, un’iniziativa che rientra nel Progetto PNRR Performing PRMG (1 giugno 2024 – 31 marzo 2026) e di cui è capofila l'Accademia di Catanzaro.

Il piano di lavoro fortemente voluto dal direttore Pietro Sacchetti e curato dal professore Marcello Francolini, responsabile scientifico dell’intero percorso, questa mattina, ha visto in riva allo Stretto la preziosa presenza dell'artista Romina De Novellis
“Condominio Mediterraneo” si configura come un work in progress che, sino a marzo 2026, intreccia linguaggi artistici e riflessioni civili, promuovendo il dialogo tra accademie, studenti e artisti internazionali attorno ai temi della contemporaneità - spiega il docente Francolini -. Protagonista di questa terza tappa è l'artista italo-francese De Novellis conosciuta per la sua ricerca performativa sul corpo e sulle dinamiche sociali".

Con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, De Novellis ha condotto un laboratorio dedicato alle eco-mafie e alla “mafia del cemento”, culminato in una performance simbolica realizzata presso il Centro di Osservazione sulla 'ndrangheta di Reggio Calabria, all’interno di una villa confiscata a un clan mafioso.
"Non si è trattato di un’inchiesta giornalistica né di un lavoro politico – ha spiegato l’artista – ma di un atto poetico, una riflessione condivisa sulla corruzione e sulla possibilità di trasformare le ferite del territorio in spazio di memoria e di rinascita".
Il professor Francolini ha sottolineato anche il valore di questo percorso: "Siamo arrivati alla terza tappa dopo le esperienze con Giulia Piscitelli e Adrian Paci. Ogni artista ha aggiunto un tassello a questo “castello” di Condominio Mediterraneo. Con la De Novellis, l’arte è diventata un atto di liberazione, un momento in cui le conversazioni si aprono e le parole proibite trovano nuovi linguaggi. L’arte, in questo senso, è una forma di responsabilità collettiva".
Con questo workshop si conclude una tappa significativa del percorso, in attesa dei prossimi appuntamenti che accompagneranno il progetto fino a marzo 2026, continuando a esplorare le possibilità dell’arte come linguaggio comune del Mediterraneo.

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