Il sapore antico delle ossa dei morti nella festa dei defunti
A Reggio Calabria, nei primi giorni di novembre, l'aria profumata di mandorle, spezie e dolci ricordi. È il periodo dei “morticeddi”, come vengono affettuosamente chiamate in città le ossa dei morti un dolce tipico della tradizione calabrese che unisce devozione, memoria e gusto.
Questa antica ricetta nasce per celebrare il 2 novembre, giorno dedicato alla commemorazione dei defunti. Un tempo, i “morticeddi” venivano preparati dalle famiglie reggine per ricordare i propri cari scomparsi, offrendo un gesto semplice ma pieno di significato: condividere con chi resta il sapore della tradizione.
Ingredienti:
100 g di farina di mandorle
100 g di farina 00
100 g di zucchero
1 bicchierino di Marsala o Martini bianco
½ bustina di lievito vanigliato per dolci
1 cucchiaino raso di cannella
½ cucchiaino raso di chiodi di garofano macinati
1 albume d'uovo
Preparazione:
Unire in una ciotola zucchero, farina di mandorle e farina 00, poi aggiungere le spezie, il lievito, il Marsala e l'albume. Impastate fino a ottenere un composto compatto e lasciatelo riposare in frigorifero per circa 30 minuti.
Stendete poi l'impasto in una sfoglia di circa mezzo centimetro, tagliate dei bastoncini larghi 3 cm e modellateli con le dita dando loro la tipica forma delle ossa.
Disponeteli su carta da forno e cuoceteli a 180° per circa 15-18 minuti, fino a leggera doratura.
Per completare, secondo la tradizione, si spennellano con una glassa di zucchero a velo e limone, che regala ai biscotti quel colore chiaro e lucente che ricorda le vere ossa.
Un dolce semplice, profumato e carico di significato: i morticeddi reggini non sono solo una ricetta, ma un modo per tenere viva la memoria, tramandando affetto e tradizione di generazione in generazione.