Ponte sullo Stretto. Ciucci: "Piano economico copre tuti i costi di gestione e manutenzione"

Autore Giorgia Rieto | lun, 03 nov 2025 15:36 | Ponte-Stretto Ciucci

Il traffico tra Sicilia e resto d’Italia ha registrato un aumento del 21% per i passeggeri e del 24% per le merci nel 2025

“Non c’è alcun project financing, ma un Piano Economico Finanziario con risorse pubbliche, pari a 13,5 miliardi di euro, a fondo perduto e quindi non da rimborsare”.

Con queste parole l’Amministratore delegato della Stretto di Messina S.p.A., Pietro Ciucci, ha chiarito alcune interpretazioni circolate negli ultimi giorni sulla stampa riguardo alla sostenibilità economica del progetto del ponte sullo Stretto di Messina.

Ciucci ha ricordato che la Stretto di Messina è una società in house del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sottoposta al controllo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e che non ha come obiettivo la produzione di utili.
“I ricavi attesi dal pedaggio – ha spiegato – sono destinati esclusivamente a coprire i costi di gestione e manutenzione dell’opera. Proprio per questo è stato possibile ridurre in modo significativo le tariffe di attraversamento rispetto all’attuale traghettamento”.

Nel dettaglio, il pedaggio previsto per le autovetture sarà compreso tra 4 e 7 euro per tratta, con un risparmio dell’80% rispetto ai costi del traghetto. È prevista inoltre una tariffa agevolata per chi effettua l’andata e ritorno in giornata.
Per i camion e i TIR, la tariffa stimata è di circa 100 euro, con un abbattimento del 20% rispetto all’attuale servizio di traghettamento.

I ricavi complessivi attesi dal pedaggio ammonteranno a circa 125 milioni di euro l’anno, garantendo l’equilibrio economico-finanziario della concessione e la copertura integrale dei costi operativi e della manutenzione, sia ordinaria che straordinaria.
Ciucci ha ribadito che l’investimento iniziale di 13,5 miliardi è “interamente coperto da risorse pubbliche sotto forma di contributi a fondo perduto e, dunque, da non rimborsare”.

Per la sostenibilità del Piano Economico Finanziario, è stato stimato un traffico annuo di circa 4,5 milioni di mezzi.
La proiezione si basa sull’attuale flusso di veicoli che attraversano lo Stretto, al quale sono stati applicati tassi di crescita dell’1,5% per i passeggeri e del 2% per le merci, oltre a un incremento della domanda indotta dal miglioramento dell’accessibilità e dal calo delle tariffe.

Secondo le analisi citate da Ciucci, nell’ultimo decennio il traffico complessivo tra Sicilia e resto d’Italia ha registrato un aumento del 21% per i passeggeri e del 24% per le merci, nonostante le difficoltà economiche del 2010-2012 e gli effetti della pandemia di Covid-19.

“Il Ponte sullo Stretto – ha concluso Ciucci – rappresenta un investimento strategico per l’intero Paese, realizzato con fondi pubblici e strutturato per garantire sostenibilità e autosufficienza gestionale nel lungo periodo.”

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