Questa la replica al deputato di Alleanza Verdi che definisce l'opera inutile quanto estremamente dannosa
"Il Progetto definitivo del ponte è aggiornato ai più recenti studi geosismotettonici ed è priva di fondamento l’affermazione che un 'documento scientifico' sostenga che debba essere rifatto lo studio. L’attenta lettura dell’articolo citato dall’Onorevole Bonelli, apparso sulla rivista Tectonophysics, non Science Direct, che è un database online di pubblicazioni scientifiche, non fa alcun riferimento al fatto che 'sul pilone di Cannitello insiste su una faglia certa e attiva'”.
Queste le affermazioni della Società Stretto di Messina in replica ad Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi, che definisce l'opera inutile quanto estremamente dannosa.
"Anche l’affermazione che 'lo studio prende in considerazione la nuova faglia madre del terremoto del 1908, che sconvolge la faglia di progetto del ponte indicata negli elaborati del PD 2011' è priva di fondamento - aggiunge la nota -. Quindi non solo non è necessario alcun 'rifacimento del progetto', ma il modello di funzionamento dello Stretto di Messina proposto dagli autori dell’articolo finisce per confermare ulteriormente il modello di faglia scelto per il Progetto Definitivo".
"Infatti, le faglie mostrate come Capo Peloro Fault e Ionian Fault, peraltro già note in letteratura, vincolano a nord e a sud la faglia-sorgente del terremoto del 1908 scelta dal Progetto Definitivo, rendendo estremamente improbabile che quella faglia possa estendersi indefinitamente alle sue estremità. Pertanto, la magnitudo stimata di quel terremoto, circa 7.1, è perfettamente compatibile con la lunghezza stimata per la faglia che lo ha generato, circa 40-50 km, che è la distanza in mappa tra i due sistemi di faglia studiati dagli autori dell’articolo" - conclude la nota della Società.