L'avvocato rimarca come nessun rappresentante reggino sia in Giunta regionale
"Quando la rappresentanza diventa illusione e la politica si riduce a sudditanza. Serve un nuovo umanesimo per risorgere. Reggio Calabria, ancora una volta, resta ai margini".
Lo afferma in una nota stampa l'avvocato Luigi Tuccio.
"Nessun rappresentante reggino siede nella Giunta regionale. Nessuna voce autentica a difendere gli interessi, le aspirazioni, le necessità di una città che, per storia e peso territoriale, dovrebbe quanto meno essere protagonista naturale della Calabria del Sud se proprio non riesce a diventare centro geopolitico del Mediterraneo - continua Tuccio -. Un vuoto che non nasce dal caso, ma da una responsabilità ed anzi da una determinazione precisa: quella dei partiti e dei loro referenti locali, incapaci — o forse non disposti — a difendere la dignità politica del territorio che dicono di rappresentare".
Per Tuccio "da anni, la politica reggina si è consegnata ai meccanismi di potere anziché alle idee" .
"Si è piegata al calcolo, all’obbedienza, al piccolo interesse, abbandonando la prospettiva del bene comune. E così oggi, in un maldestro tentativo di maquillage istituzionale, si prova a spacciare per “rappresentanza reggina” la figura del neoeletto Cirillo, uomo di provenienza ionica, al quale è stato affidato il ruolo di presidente del Consiglio regionale - aggiunge ancora -. Un gesto che sa più di presa in giro che di equilibrio politico. Una mossa che pretende di confondere l’opinione pubblica, fingendo di restituire visibilità a una città che invece viene scientemente tenuta fuori dai luoghi decisionali".
Il noto avvocato reggino ribadisce "come se non bastasse, già si vocifera di nuovi giochi di palazzo: nelle prossime settimane, potremmo assistere all’ingresso in Giunta di due nuovi elementi, celato dietro una presunta “riforma” che, guarda caso, consentirebbe anche l’ingresso in Consiglio di qualche supplente di partito".
"Un’operazione costruita più nei retrobottega della politica che nelle urne, probabilmente barattata con il sostegno a un futuro candidato sindaco di centrodestra. La città, però, è stanca di questi giochetti. Stanca di vedere il proprio destino trattato come una merce di scambio. Vergogna. Questi politicanti non rappresentano la Reggio vera, quella delle persone perbene, dei professionisti, dei lavoratori, di chi crede ancora nella possibilità di una politica onesta e trasparente. Questa è la forma più raffinata — e più pericolosa — dell’esclusione: quella che si traveste da riconoscimento. E Reggio, ancora una volta, rischia di accettare in silenzio. Una comunità che non reclama il diritto di essere rappresentata finisce inevitabilmente per essere governata da altri. Ancora una volta. È così che cresce l’antipolitica, che aumenta l’astensionismo, che si consolida una mediocrazia imperante, dove la selezione delle classi dirigenti avviene per fedeltà e non per merito. Eppure, la vera rinascita non potrà mai venire da un rimpasto o da una nomina".
In conclusione per Tuccio "servirà un nuovo umanesimo politico, una rigenerazione culturale capace di rimettere al centro la responsabilità, la competenza, la passione civile".
"Un umanesimo che sostituisca alla logica della convenienza quella della coscienza, che restituisca alla politica il suo senso originario: costruire futuro, non gestire potere. Un Nuovo Umanesimo che provenga dal libero utilizzo dell’arma della matita nel chiuso delle urne, dove invece la schiavitù del potere non rende il cittadino libero di gridare la propria voglia di riscatto e di essere rappresentato dignitosamente. Solo allora Reggio potrà tornare a essere ciò che merita: non città subalterna, ma coscienza viva e morale che vuole risorgere" - chiude la sua nota l'avvocato.