Appello di Veronese alla minoranza: “Lunedì è il giorno del coraggio. Presentate la mozione di sfiducia a Falcomatà”

Autore Giorgia Rieto | sab, 15 nov 2025 15:26 | Veronese Reggio-Calabria

L’appello alla minoranza è netto: assumersi la responsabilità politica di un gesto pubblico

A poche ore dal Consiglio comunale di lunedì 16 novembre, il presidente dell’Associazione Amici del Ponte sullo Stretto, Simone Veronese, lancia un appello diretto e senza sfumature alla minoranza consiliare: “Se volete il bene di Reggio, presentate la mozione di sfiducia a Falcomatà”.

Secondo Veronese, la seduta di lunedì rappresenta un bivio politico determinante per la città: non una riunione istituzionale come le altre, ma il momento in cui capire “se a Reggio Calabria esista ancora un’opposizione degna di questo nome o se, invece, si preferirà nascondersi dietro ambiguità, rinvii e tatticismi”.

“Città in una delle fasi più buie”

Nel suo intervento, Veronese descrive un quadro fortemente critico dell’attuale situazione amministrativa. Parla di una maggioranza “allo sbando”, di un rimpasto di giunta “scomposto” e di tensioni esplose a seguito della sostituzione dei vertici delle partecipate Castore ed Hermes. A questo, aggiunge un Consiglio Metropolitano definito “privo di numeri e guida” e un Partito Democratico che “non reagisce agli schiaffi politici che Falcomatà gli infligge ormai quotidianamente”.

Sul piano della città, l’associazione rileva “scuole chiuse, strade devastate, servizi essenziali allo sfascio e una città che sembra vivere fuori dal tempo”.

“La misura è colma: ora serve un gesto politico chiaro”

Per Veronese, è terminata la stagione delle semplici dichiarazioni e serve un atto concreto: la mozione di sfiducia al sindaco Giuseppe Falcomatà e alla Giunta comunale.
“Non farlo – afferma – significherebbe tradire la città, rendere inutili undici anni di battaglie di opposizione, alimentare ancora una volta il sospetto di un inciucio”.

L’appello alla minoranza è netto: assumersi la responsabilità politica di un gesto pubblico, che definisca chiaramente posizione e prospettive per il futuro della città. “Una mozione di sfiducia non è un atto tecnico: è un atto politico, una dichiarazione pubblica di dove si sta”.

Il ruolo del Partito Democratico

Veronese chiama direttamente in causa anche il Pd: “Se vorrà unirsi e votarla, ben venga. Se non lo farà, sarà evidente a tutti che continua a essere ostaggio di un sindaco ormai decaduto politicamente e istituzionalmente”.

“Reggio deve rientrare nel progetto Ponte sullo Stretto”

Tra le ragioni dell’urgenza della sfiducia, Veronese cita anche il rischio che la città resti ai margini dei dossier strategici nazionali: dal Ponte sullo Stretto alle misure compensative, fino ai fondi del Decreto Reggio, che secondo l’associazione sarebbero oggi “bloccati in un limbo amministrativo causato dalla paralisi politica degli ultimi mesi”.

“Lunedì è il giorno della verità”

L’intervento si chiude con un appello rivolto senza filtri alla minoranza consiliare:
“Non c’è più spazio per esitazioni, né per chi vuole mantenere un profilo basso per convenienza. Ognuno si assumerà le proprie responsabilità davanti alla città”.

Quindi l’avvertimento finale:
“Non si può più giocare con il destino di Reggio Calabria. Lunedì è il giorno della verità, per tutti”.


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