All’incontro sono intervenuti alcuni tra i massimi esperti che hanno contribuito allo studio del progetto definitivo e al suo aggiornamento
Si è svolto oggi, su iniziativa della Senatrice a vita Elena Cattaneo, il seminario “Ponte sullo Stretto: confronto tecnico-scientifico su aspetti geologici e sicurezza del progetto”, un appuntamento atteso per fare chiarezza, attraverso dati, studi e verifiche indipendenti, sulla reale fattibilità del Ponte sullo Stretto di Messina.
All’incontro sono intervenuti alcuni tra i massimi esperti che hanno contribuito allo studio del progetto definitivo e al suo aggiornamento: Gianluca Valensise, Iunio Iervolino, Giorgio Diana, Fabio Brancaleoni e Alessandro Mandolini, figure di riferimento a livello nazionale e internazionale nei rispettivi ambiti di ricerca. I lavori si sono aperti con i saluti della Senatrice Cattaneo e dell’Amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci.
Durante il seminario è stato ribadito che la soluzione a campata unica non solo è la più sicura, ma anche l’unica realmente compatibile con le condizioni marine e geologiche dello Stretto. La presenza di pile in mare, infatti, comporterebbe criticità insuperabili sia in fase costruttiva che gestionale.
Elemento cardine dell’innovazione progettuale è la nuova sezione multi-cassone dell’impalcato, associata agli schermi antivento trasparenti dotati di sistemi di smorzamento aerodinamico: una combinazione che garantisce stabilità e piena efficienza dell’opera anche in condizioni estreme.
Un focus particolare è stato dedicato alla risposta sismica della struttura. Le accelerazioni di progetto sono state calcolate con i più recenti metodi dell’ingegneria sismica, più avanzati rispetto a quelli utilizzati in molte grandi opere internazionali.
È stato chiarito inoltre che il valore della PGA, spesso citato nel dibattito pubblico, non è un parametro determinante per la dinamica dell’opera.
Le prestazioni richieste al Ponte, in termini di resistenza e comportamento durante eventi sismici, risultano superiori a quanto previsto dalle norme tecniche italiane e internazionali.
Sul fronte geologico, è stato ribadito che:
Le presunte Faglia di Cannitello e Faglia di Pezzo non sono faglie attive: la prima è un antico terrazzo marino, la seconda una struttura geologica antica riutilizzata come linea di costa.
Nessuna di queste si è mossa durante il terremoto del 1908.
Le deformazioni lente dell’area, circa 0,1 mm/anno di spostamento verticale e 1 mm/anno di allontanamento tra le coste, non rappresentano alcun rischio per la stabilità dell’opera.
Il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto è il frutto di un lavoro corale, di una grande squadra internazionale con guida italiana. Nel tempo, è stato sottoposto a verifiche indipendenti da parte delle più autorevoli istituzioni scientifiche mondiali, confermandone qualità, sicurezza e fattibilità.
Approfondimenti e relazioni tecniche complete sono disponibili sul sito strettodimessina.it nella sezione dedicata.
Dr. Gianluca Valensise
Dirigente di Ricerca INGV dal 1997, specializzato in tettonica attiva e faglie sismogenetiche, con studi in Italia e California. Autore di ricerche chiave sul terremoto del 1908.
Prof. Iunio Iervolino
Responsabile scientifico per la valutazione delle azioni sismiche nello Stretto. Professore ordinario a Napoli Federico II e all’Università di Pavia, insegna Dinamica delle Strutture e Ingegneria Sismica.
Prof. Giorgio Diana
Professore Emerito del Politecnico di Milano, membro dell’Expert Panel della Stretto di Messina e figura di riferimento mondiale nell’aerodinamica dei ponti di grande luce.
Prof. Fabio Brancaleoni
Già ordinario alla Sapienza, esperto di dinamica delle strutture, ponti sospesi, diagnostica e ingegneria del vento e sismica. Progettista e consulente per ponti di grande luce.
Prof. Alessandro Mandolini
Ordinario di Geotecnica e direttore del Dipartimento di Ingegneria della Vanvitelli. Presidente ISSMGE – Deep Foundations e del GNGG, membro UNI per la progettazione geotecnica.