In una giornata che poteva trasformarsi in tragedia, il calcio calabrese ha invece riscoperto il valore più grande che possiede: le persone
Attimi di paura, silenzi improvvisi, sguardi che si incrociano nel gelo del timore. È successo tutto in pochi secondi durante la gara del campionato Under 19 tra Africo e Melito, quando il giovane calciatore melitese Davide Oliveri, appena entrato in campo, si è accasciato improvvisamente, colto da un malore che ha gelato l'intero impianto sportivo.
In quei momenti, dove il tempo sembra fermarsi e ogni secondo pesa come un macigno, a fare la differenza sono state due persone: il mister Antonio Cormaci e il dottor Mimmo Santisi .
Sono loro gli eroi di questa storia. Non hanno esitato, non hanno aspettato, non si sono voltati attorno. Hanno agito. Subito. Con lucidità, competenza e coraggio.
Cormaci e Santisi si sono precipitati sul ragazzo e, con una prontezza che solo chi conosce profondamente l'importanza dei primi istanti può avere, hanno effettuato le manovre salvavita che hanno permesso a Davide di resistere fino all'arrivo dei soccorsi. Sono stati minuti interminabili, vissuti con il fiato sospeso, ma segnati da un gesto di straordinaria umanità e professionalità.
Chi li conosce sa che entrambi diranno di “non aver fatto nulla di speciale”, che “avrebbe fatto chiunque”. Ma non è così.
Il calcio, soprattutto nelle categorie minori e nei settori giovanili, si regge su figure come loro: presenti, preparate, capaci di proteggere i ragazzi anche nei momenti più difficili.
E la loro prontezza ha evitato una tragedia. Ha fatto sì che questa storia potesse essere raccontata con un sospiro di sollievo e non con il dolore di un addio. È impossibile non notare l'emozione nei loro occhi mentre ricordano quegli istanti: emozione autentica, forte, di chi sa quanto fragile possa essere una vita, soprattutto quella di un ragazzo che non ha ancora vent'anni.
Questo episodio, per fortuna finito bene, riaccende un tema fondamentale: l'importanza della presenza di formato personale e di protocolli di intervento immediato nelle partite dei settori giovanili.
Troppo spesso nelle serie minori si sottovaluta la necessità di avere figure competenti e strumenti adeguati a bordo campo. Ma il campo non fa differenze: il pericolo può presentarsi ovunque, e la vita di un atleta, giovane o adulto, merita sempre la massima tutela.
Se Cormaci e Santisi non avremmo conosciuto quelle manovre, oggi staremmo probabilmente raccontando un'altra storia. Una storia che nessuno avrebbe voluto leggere.
Anche il Comune di Melito Porto Salvo , in una nota ufficiale, ha espresso gratitudine e profonda stima verso i due uomini che, con competenza e sangue freddo, hanno salvato la vita a Davide Oliveri. Un elogio sentito, rivolto a chi, pur definendosi “normale”, ha compiuto un gesto straordinario.
Un gesto che resterà impresso nella memoria della comunità e che ricorda a tutti che il calcio non è solo un gioco: è anche cura, responsabilità, famiglia.
Dopo il trasporto immediato all'ospedale di Locri ed i controlli di rito, Davide sta bene. È cosciente, sereno, e circondato dall'affetto della sua squadra e della sua famiglia. La paura è stata grande, ma oggi è il giorno del sollievo.
In una giornata che poteva trasformarsi in tragedia, il calcio calabrese ha invece riscoperto il valore più grande che possiede: le persone.
E quando ci sono uomini come Antonio Cormaci e Mimmo Santisi, il calcio è un posto migliore. Sempre.
Giorgia Rieto