Durante una celebrazione eucaristica, un minore è stato colto da un malore improvviso
Le storie che in questi giorni stanno attraversando la Calabria, dal salvataggio del giovane calciatore Davide Oliveri grazie al mister Cormaci e al dottor Santisi, fino al gesto silenzioso e prezioso della professoressa Teresa Contestabile durante una cerimonia religiosa, raccontano tutte la stessa verità: la prontezza nel primo soccorso non è un dettaglio, è una responsabilità che salva vite.
Durante una celebrazione eucaristica, un minore è stato colto da un malore improvviso. Attimi di apprensione, di paura, di sconcerto. Ma tra i presenti c'era qualcuno che non ha esitato: la professoressa Teresa Contestabile.
Senza incertezze, pur non essendo in servizio, si è avvicinata, ha prestato i primi soccorsi e ha tranquillizzato chi le era attorno. Il suo intervento, semplice solo in apparenza, ha fatto la differenza. Ha portato ordine dove c'era panico, sicurezza dove c'era smarrimento.
Il gesto non è passato inosservato: i genitori del ragazzo hanno segnalato immediatamente l'accaduto, e il dirigente scolastico, Dott.ssa Serenella Corrado, ha voluto trasformare quel gesto in un esempio pubblico.
In una comunicazione formale, ha elogiato il docente definendola “stimata professionista dalle riconosciute doti umane e civili”, sottolineando la prontezza, la responsabilità e la sensibilità dimostrate. Parole che non celebrano solo l'atto in sé, ma il valore che esso incarna: l'essere parte di una comunità educante che non smette mai di proteggere.
Quello della professoressa Contestabile non è un intervento dettato dal caso. È il frutto di una scuola che da anni investe in formazione, sicurezza e primo soccorso. L'Istituto, infatti, promuove regolarmente corsi specifici per docenti e personale ATA, in collaborazione con associazioni ed enti specializzati, costruendo un sistema organizzato e strutturato che prepara il personale ad affrontare emergenze reali.
Gli insegnanti non sono lasciati soli: vengono indirizzati verso percorsi mirati, supportati e formati, affinché ogni figura della scuola sia un presidio di sicurezza per gli studenti. Ecco perché quel gesto non rappresenta un caso isolato, ma il risultato di una visione moderna e responsabile dell'educazione.
La stessa professoressa Contestabile ha voluto riconoscere il ruolo della dirigenza, ringraziando per l'attenzione costante dedicata alla formazione e per la capacità di individuare le persone più adatte a occuparsi di un ambito così delicato.
L'intervento della professoressa si unisce idealmente a quello avvenuto pochi giorni fa sul campo da calcio tra Africo e Melito, dove due uomini, un allenatore e un medico, hanno salvato la vita a un ragazzo di 19 anni.
Contesti diversi, ma lo stesso filo conduttore: la conoscenza pratica delle manovre salvavita .
Questi episodi ci ricordano quanto sia fondamentale che chi vive ogni giorno a contatto con i giovani, allenatori, docenti, personale scolastico, educatori, sia preparato ad affrontare l'imprevisto. Perché un malore può arrivare ovunque: su un campo da gioco, in un'aula, in chiesa, per strada.
E la differenza tra tragedia e sollievo la fanno i primi due minuti. La fanno le mani giuste al momento giusto.
Il gesto della professoressa Contestabile è diventato simbolo di ciò che la scuola dovrebbe essere sempre: un luogo in cui competenza, umanità e attenzione formano una rete protettiva attorno ai ragazzi.
Non un semplice edificio, ma una comunità solidale che osserva, interviene, protegge.
Il suo intervento non si è limitato a soccorrere un minore: ha dato un messaggio chiaro a genitori, studenti e docenti.
Ha ricordato che la formazione non è solo un obbligo burocratico, ma un investimento che può salvare una vita.
E in un tempo in cui spesso si parla di scuola solo per criticare, storie come questa restituiscono valore a chi ogni giorno, spesso in silenzio, coltiva competenza e umanità.