Secondo La Strada, il pronunciamento della Corte non rappresenta una sorpresa
La recente presa di posizione della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto segna un passaggio cruciale nel dibattito pubblico, confermando ufficialmente ciò che il movimento La Strada sostiene da anni all’interno del Consiglio comunale di Reggio Calabria. Una battaglia portata avanti inizialmente in solitudine, spesso bollata come allarmistica, e che oggi trova una legittimazione istituzionale difficile da ignorare.
Secondo La Strada, il pronunciamento della Corte non rappresenta una sorpresa, ma piuttosto la conclusione logica di un percorso fatto di analisi, atti e denunce che il movimento – insieme a comitati, associazioni, studiosi e attivisti delle due sponde dello Stretto – porta avanti da lungo tempo. Un patrimonio collettivo di competenze e mobilitazioni che, sottolineano, è rimasto vivo anche quando la gran parte delle istituzioni evitava di affrontare apertamente la questione.
Fin dal primo intervento in Aula con Saverio Pazzano, e poi nel lavoro quotidiano dei suoi rappresentanti, La Strada ha mantenuto una linea definita: chiedere trasparenza totale, denunciare costi nascosti e criticità finanziarie, contestare l’assenza di valutazioni ambientali solide, smascherare procedure accelerate e sottolineare la necessità di mettere al centro l’interesse pubblico dell’Area dello Stretto.
Una posizione che per anni è stata relegata ai margini, derubricata a “opposizione ideologica” o “allarmismo”, mentre il cosiddetto “progetto del secolo” veniva presentato come un’opportunità indiscutibile. Nonostante ciò, il movimento ha continuato ad approfondire, produrre documenti, presentare richieste formali e informare costantemente la cittadinanza, anche quando in Consiglio comunale la loro voce era l’unica fuori dal coro.
La situazione, col passare del tempo, è cambiata: molte delle criticità sollevate da La Strada sono diventate progressivamente patrimonio della maggioranza consiliare, che ha dovuto riconoscere dubbi e problematicità fino ad allora ignorate.
Il documento della Corte dei Conti rappresenta dunque, per il movimento, una conferma istituzionale del lavoro svolto negli anni dentro e fuori le sedi politiche. Un richiamo forte alla responsabilità di chi governa e amministra, affinché priorità, trasparenza e verifica dei fatti prevalgano sulla propaganda.
Ma la vicenda del Ponte sullo Stretto non può dirsi conclusa. La Strada sottolinea come continueranno pressioni, annunci e rischi di utilizzo improprio di risorse pubbliche che potrebbero penalizzare servizi essenziali per il territorio.
Per questo, il movimento ribadisce la propria posizione: “Continueremo a tenere la schiena dritta, a vigilare, proporre e difendere il bene comune. Anche quando costa. Soprattutto quando costa”.