Giovane attivista iraniana operata gratuitamente a Villa San Giovanni. Elahe Tavakolian: "Questo è il prezzo della libertà"

Autore Grazia Candido | gio, 20 nov 2025 17:10 | Casa-Di-Cura-Caminiti Attivista-Iraniana Operazione-Occhio Elahe-Tavakolian

La Casa di Cura Caminiti, che da tempo sostiene iniziative contro la violenza sulle donne, ha deciso di farsi carico dell’operazione 

Una giovane attivista curdo - iraniana per la libertà, Elahe Tavakolian, durante le proteste contro il regime di Teheran, ha subito una grave ferita all'occhio ed è stata sottoposta a un nuovo intervento di chirurgia ricostruttiva presso la Casa di Cura Caminiti. L’operazione, completamente gratuita, è stata resa possibile grazie al sostegno della struttura e di diverse associazioni impegnate nella difesa dei diritti delle donne, tra cui l’Associazione Difesa della Donna e l’Associazione Iran-Italia.

Secondo quanto riferito dai medici e dagli attivisti che la affiancano, la giovane era stata colpita ad un occhio durante una manifestazione in Iran, in un contesto in cui, denunciano gli oppositori del governo, le forze di sicurezza mirerebbero frequentemente agli occhi e ai genitali dei manifestanti per provocare danni permanenti. Per la ragazza si tratta del quarto intervento chirurgico, dopo due operazioni effettuate negli Stati Uniti e una in Italia.

La Casa di Cura Caminiti, che da tempo sostiene iniziative contro la violenza sulle donne, ha deciso di farsi carico dell’operazione nonostante "le difficoltà imposte dagli organi istituzionali e dal sistema sanitario regionale".

"Abbiamo voluto restituirle dignità – spiegano dalla struttura – offrendo gratuitamente un intervento di chirurgia plastica ricostruttiva a una giovane donna che ha subito una ferita devastante mentre lottava per la sua libertà".

La ragazza, che oggi vive a Milano, ha raccontato ai microfoni di Reggio TV, la propria esperienza con voce ferma nonostante la sofferenza: "Questo è il prezzo della libertà. Nel mio Paese non esistono diritti per le donne. Siamo scese in strada per reclamarli e molte persone hanno pagato con la vita o con gravi mutilazioni".

Guardando al futuro, la giovane afferma di continuare a sperare in un Iran libero: "Hanno arrestato e ferito migliaia di giovani. Ma io spero che un giorno, il mio Paese possa cambiare".

Il suo messaggio finale è rivolto a tutte le donne, in Iran e nel resto del mondo: "Non abbiate paura. La libertà non ha confini e riguarda tutte noi. Io ho perso un occhio, ma continuo a credere che difendere la propria libertà sia un dovere. Il nostro unico nemico è il regime iraniano e per i nostri diritti dobbiamo continuare a resistere".

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