Al centro delle rivendicazioni del SAESE vi è un tema delicato: la gestione del benessere psicologico del personale scolastico
Il Sindacato Autonomo Europeo Scuola ed Ecologia (SAESE) ha ufficialmente proclamato lo stato d’agitazione del personale docente e ATA, a tempo indeterminato e determinato, delle istituzioni scolastiche ed educative della Calabria. Contestualmente, il sindacato ha ipotizzato una giornata di sciopero e ha richiesto l’avvio della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla normativa sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali (L. 146/90 e L. 83/00).
Al centro delle rivendicazioni del SAESE vi è un tema particolarmente delicato: la gestione del benessere psicologico del personale scolastico. Il sindacato ricorda come già nel 2017 avesse espresso forti perplessità riguardo a un accordo tra il Garante dell’Infanzia e l’Ordine degli Psicologi della Calabria, evidenziando la necessità di massima chiarezza e rispetto dei ruoli quando si interviene su questioni che riguardano la salute mentale dei lavoratori.
Secondo il SAESE, recenti progetti regionali e locali volti a supportare il personale docente, pur animati da buone intenzioni, rischiano oggi di generare effetti contrari: apprensione, ansia, senso di controllo e diffidenza. Il motivo, sostiene il sindacato, risiede nella mancanza di adeguate garanzie procedurali e di una comunicazione trasparente.
Il SAESE richiama con fermezza il ruolo del D.Lgs. 81/2008, che stabilisce che la valutazione del rischio stress lavoro-correlato è una responsabilità del datore di lavoro e deve avvenire attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolga RSPP e medico competente. Non può, dunque, essere sostituita da colloqui obbligatori o da percorsi psicologici proposti come strumenti preventivi.
“Iniziative di questo tipo – si legge – se non ben strutturate e adeguatamente comunicate, possono alimentare il sospetto di un controllo indiretto sul personale o, peggio, di una valutazione mascherata dell’idoneità professionale”.
Tra le criticità denunciate anche un clima di comunicazione giudicato ambiguo e poco chiaro nei confronti del personale scolastico, con il rischio di creare insicurezze piuttosto che promuovere reale benessere. Il SAESE chiede dunque che ogni servizio di supporto psicologico sia proposto in modo completamente volontario, con linguaggio rassicurante e privo di pressioni, e che venga garantita una netta separazione da qualsiasi processo di valutazione lavorativa.
Fondamentale, sottolinea il sindacato, anche il pieno rispetto delle norme sulla privacy e sul trattamento dei dati sensibili, insieme al coinvolgimento delle parti sociali in tutte le fasi dei progetti, dalla progettazione alla comunicazione fino all’attuazione.
Il sindacato attende ora la convocazione per la procedura di conciliazione, ribadendo la propria disponibilità a un confronto che tuteli i lavoratori e garantisca la piena legittimità degli interventi rivolti al benessere del personale scolastico.