A supporto della spiegazione scientifica, l’INGV ha pubblicato un piano di subduzione con indicazione delle profondità
Questa mattina Reggio Calabria è stata svegliata da una scossa di terremoto di magnitudo 5, avvertita distintamente in gran parte della città e nelle zone circostanti. Nonostante la paura, fortunatamente non si registrano danni a persone o edifici.
Il geologo Alfonso Aliperta spiega che il sisma si è originato lungo la zona di subduzione dell’Arco Calabro-Peloritano, con un ipocentro situato a oltre 60 km di profondità. «Si tratta di un terremoto causato dalla convergenza tra la placca euroasiatica a nord e la placca africana a sud, con la crosta jonica che affonda gradualmente nel mantello», chiarisce Aliperta.
Grazie alla sua profondità, il terremoto si è percepito su un’area molto vasta, ma senza provocare danni. «Storicamente», aggiunge il geologo, «questo sistema di faglie non ha mai generato eventi distruttivi, quindi il rischio immediato per la popolazione rimane basso».
Tuttavia, Aliperta ricorda che la Calabria è una regione sismica, e ogni evento deve servire da promemoria per la preparazione e la prevenzione. A supporto della spiegazione scientifica, l’INGV ha pubblicato un piano di subduzione con indicazione delle profondità, simile a quello di un terremoto gemello verificatosi a Catanzaro nel 2019, utile per comprendere meglio le dinamiche sotterra.