L’allarme è chiaro: serve un intervento immediato a livello regionale e nazionale, non più rinviabile
Una strada abbandonata, piena di voragini, con limiti di percorribilità tali da mettere a rischio ogni giorno la vita di chi la percorre. È la Via Patera, via delle Industrie, arteria fondamentale di Campo Calabro, al centro di polemiche e proteste accese da parte del Comune, delle aziende e dei cittadini.
A denunciare la situazione è il sindaco di Campo Calabro, Sandro Repaci: “Questa strada è proprietà del Corap – spiega – eppure il Comune di Campo, quello di Reggio Calabria e le aziende della zona, con i loro circa 65 dipendenti, chiedono da anni una soluzione definitiva. Questa non è un’esagerazione: la strada mette in serio pericolo la vita delle persone”.
La situazione, già critica, rischia di peggiorare ulteriormente. L’ultima risposta giunta dal Corap, secondo il sindaco Repaci, è stata chiara e drammatica: l’ente è in liquidazione e la gestione passerà solo al nuovo soggetto, l’Arsai, previsto per il 1° marzo 2026. “Conoscendo i tempi della burocrazia – prosegue Repaci – prima che un tecnico della nuova struttura possa intervenire passeranno anni. Non possiamo aspettare così a lungo, servono interventi urgenti e straordinari”.
Non è solo una questione di viabilità: l’area è vitale per lo sviluppo economico. I sindaci dei comuni interessati, insieme a Campo Calabro, Reggio Calabria e Villa San Giovanni, hanno programmato una azione congiunta e hanno convocato una riunione con tutte le realtà produttive del territorio, comprese le rappresentanze di Confindustria, per far capire che l’abbandono di questa arteria può compromettere l’economia locale.
Le aziende della zona ed i lavoratori vivono quotidianamente il rischio di incidenti, ritardi e danni ai mezzi a causa delle profonde buche e della totale mancanza di manutenzione. Per Repaci e gli altri sindaci, la situazione ha ormai superato ogni livello di tolleranza: “Chiediamo un provvedimento straordinario, urgente, che metta mano a questa arteria prima che ci scappi il morto”, ammonisce il primo cittadino.
Il caso di Via Patera non è isolato, ma rappresenta un simbolo dello stallo infrastrutturale del Sud, dove la burocrazia, il fallimento di enti pubblici e l’assenza di interventi concreti trasformano strade cruciali in trappole mortali. E mentre il Corap resta in liquidazione e l’Arsai tarda a intervenire, la vita di lavoratori, cittadini e pendolari resta nelle mani del caso.
L’allarme è chiaro: serve un intervento immediato a livello regionale e nazionale, non più rinviabile. La politica deve farsi carico di garantire sicurezza e sviluppo, perché ogni giorno che passa senza azioni concrete, Via Patera continua a essere una bomba a orologeria.