’Ndrangheta, latitante estradato dalla Turchia: Camporesi rientra in Italia

Autore Giorgia Rieto | sab, 17 gen 2026 19:24 | Ndrangheta Latitante

Le investigazioni hanno permesso di smantellare una solida rete di “fiduciari”

È arrivato nel pomeriggio di oggi all’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino, scortato dagli uomini della Gendarmeria turca, Luciano Camporesi, latitante dal 5 dicembre 2018. L’uomo era sfuggito all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei suoi confronti nell’ambito dell’inchiesta “Pollino – European ’ndrangheta connection”, coordinata dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e dalla Procura Distrettuale di Reggio Calabria.

Ad attenderlo nello scalo romano c’erano gli agenti della Polizia di Stato di Reggio Calabria, che hanno preso in consegna il detenuto al termine delle procedure di estradizione.

Le indagini, condotte all’epoca dal Servizio Centrale Operativo e dalla Squadra Mobile, avevano consentito di ricostruire un vasto quadro di attività criminali promosse e realizzate in Italia e all’estero da esponenti di primo piano delle cosche di ’ndrangheta della Locride Pelle-Vottari, Romeo e Strangio.

L’inchiesta ha fatto emergere l’operatività di un’associazione mafiosa dedita al traffico internazionale di stupefacenti e di armi, al riciclaggio e all’autoriciclaggio, con ramificazioni in Germania, Belgio e Olanda. Le investigazioni hanno permesso di smantellare una solida rete di “fiduciari”, strutturata anche grazie al supporto di cittadini stranieri, colpiti da provvedimenti restrittivi emessi dalle autorità giudiziarie dei Paesi cooperanti.

In questo contesto internazionale, Camporesi è stato individuato come un snodo strategico tra i vertici delle ’ndrine di San Luca e i fornitori sudamericani di hashish e cocaina. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo partecipava a riservati summit mafiosi ed era in grado di garantire il trasporto dello stupefacente sia tramite navi commerciali sia attraverso un’imbarcazione privata capace di percorrere rotte transoceaniche.

Proprio in considerazione dei suoi legami all’estero, le ricerche erano state estese sin da subito a livello internazionale nell’ambito del progetto I-CAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Localizzato nella regione del Bosforo già nel 2021, Camporesi era stato arrestato nel novembre 2022 dalle forze di polizia turche per possesso e detenzione di documenti falsi, scontando un periodo di detenzione in Turchia prima della recente scarcerazione.

L’espulsione dal territorio turco è stata resa possibile grazie al coordinamento del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, al progetto I-CAN e al contributo degli Esperti per la Sicurezza e l’Immigrazione presenti in Turchia. Il provvedimento segue la condanna in primo grado inflitta nel luglio 2022 dal Tribunale di Locri a 22 anni e 8 mesi di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti e numerosi episodi di detenzione di droga.

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