Il Generale Sciuto: "La memoria serve a insegnare alle nuove generazioni che i servitori dello Stato non si fermano davanti al pericolo"
Si è svolta oggi
una cerimonia di profondo raccoglimento e valore simbolico in
ricordo dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo,
due giovani servitori dello Stato il cui sacrificio continua a
rappresentare un esempio altissimo di dedizione, coraggio e senso del dovere.
Un momento solenne, sentito, che ha richiamato l’importanza della memoria non
solo come atto formale, ma come strumento vivo di educazione civile,
soprattutto per le nuove generazioni.
La commemorazione iniziata a Palmi presso la Chiesa di San Rocco dove si è
celebrata una messa in suffragio dei militari caduti, si è poi spostata presso l'area sosta dell'autostrada a
Scilla dove è stata deposta una corona d'alloro ai piedi del monumento alla
memoria dei due carabinieri. Insieme alle autorità civili, militari,
familiari e cittadini, non è voluto mancare all'appuntamento il Comandante della Legione
Carabinieri Calabria, Generale Riccardo Sciuto, che ha sottolineato con parole
intense il significato più profondo di questo ricordo.
"Sicuramente, quesa giornata serve a sensibilizzare la nuova generazione che i
servitori dello Stato non si fermano davanti al pericolo, ma mettono a disposizione
la loro vita. La memoria è importante, il ricordo circoscritto forse ancora di
più in momenti come questo per rammentare il sacrificio di questi giovani
carabinieri per sempre".
Il Generale Sciuto ha poi evidenziato come Fava e Garofalo appartengano ormai
all’“imperio degli eroi”, non solo dell’Arma dei Carabinieri ma dell’intera
Patria. Nomi destinati a rimanere scolpiti nella storia, legati a un complotto
indicibile, difficile persino da raccontare e a un sacrificio estremo che ha
segnato profondamente le coscienze.
"Il loro sangue – ha aggiunto il Generale – ha riempito un calice amarissimo, con il
quale probabilmente qualcuno ha anche brindato. È opportuno ricordare cosa
significa fare l’olocausto della vita: compiere il proprio dovere fino in
fondo, a prescindere dai pericoli e dai sacrifici".
Parole forti, che richiamano il senso autentico dell’essere carabinieri:
servire lo Stato senza esitazioni, anche a costo della vita. Un messaggio che
va oltre la commemorazione e diventa monito e insegnamento per il presente e
per il futuro.
La cerimonia di oggi ha ribadito l’importanza di non limitare il ricordo a una
sola ricorrenza annuale, ma di mantenerlo vivo nel tempo, affinché il
sacrificio di Fava e Garofalo continui a parlare alle coscienze, a rafforzare i
valori di legalità, giustizia e responsabilità collettiva.
Ricordarli significa non solo onorarne la memoria, ma rinnovare ogni giorno
l’impegno verso quegli ideali per i quali hanno donato la loro vita.