L'Università Mediterranea apre le porte a tre studenti rifugiati con il progetto UNICORE

Autore Martina Licastro | lun, 19 gen 2026 16:54 | Universitàmediterranea Progettounicore

Un’iniziativa di grande valore sociale alla quale l’ateneo reggino ha aderito da diverso tempo

All’Università Mediterranea di Reggio Calabria il rettore Giuseppe Zimbalatti ha incontrato i tre studenti arrivati grazie al progetto UNICORE, il programma promosso dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).

Un’iniziativa di grande valore sociale alla quale l’ateneo reggino ha aderito con l’obiettivo di favorire l’accoglienza e l’inclusione di studenti rifugiati provenienti dal continente africano, offrendo loro la possibilità di proseguire il percorso universitario in un contesto sicuro e stimolante.

"È un progetto interamente finanziato dalla nostra università- ha spiegato il rettore Zimbalatti -ed è rivolto a giovani provenienti da aree di crisi e di guerra, in particolare dall’Africa. Con il nostro supporto possono studiare e conseguire una laurea magistrale presso la Mediterranea. L’ateneo garantisce loro alloggio, iscrizione gratuita e un sostegno economico per la permanenza".

Sul valore formativo dell’iniziativa si è soffermato anche Marco Poiana, direttore del Dipartimento di Agraria:

"C’è un forte interesse per i corsi di studio, soprattutto quelli legati all’ambito agrario, in relazione ai Paesi di origine degli studenti. I tre ragazzi arrivati lo scorso anno si sono integrati molto bene: due di loro oggi svolgono il ruolo di tutor per i nuovi studenti".

Nel corso dell'evento, il Rettore ha voluto dare spazio alla testimonianza di Elias, studente già presente alla Mediterranea dallo scorso anno per raccontare la sua testimonianza.

A evidenziare le prospettive del progetto è stata la professoressa Paola Raffa, delegata del rettore alle politiche umanitarie e alla cooperazione internazionale:

“Sono giovani con grandi aspirazioni. Il loro obiettivo è proseguire negli studi di alta formazione, magari con un dottorato di ricerca”.

Gli studenti hanno raccontato anche il percorso che li ha condotti a Reggio Calabria.

“La selezione è stata molto impegnativa -ha spiegato Mikeal Tedros Goytom -prima la valutazione dei titoli, poi un colloquio. Nonostante le difficoltà, ce l’abbiamo fatta e oggi siamo qui”.

Sunday Evelyne Morris, laureata in Tecnologia alimentare, ha aggiunto:

“Vorrei continuare il mio percorso in Scienza e Qualità delle produzioni alimentari e utilizzare le competenze acquisite per aiutare le persone nel mio Paese, in un ambito direttamente collegato alla salute”.

Sulla stessa linea Aya Susan: "Il mio obiettivo è tornare nel mio Paese di origine e mettere al servizio della mia comunità tutto ciò che sto imparando qui”.

Un progetto che conferma il ruolo dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria come punto di riferimento anche sul piano della cooperazione internazionale e dell’impegno umanitario.

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