La sezione femminile del Plesso penitenziario partecipa al progetto internazionale promosso dalla Fondazione Pontificia
La Direzione degli Istituti Penitenziari "Giuseppe Panzera" di Reggio Calabria partecipa con la sezione femminile del Plesso penitenziario "San Pietro" al progetto internazionale "Le porte della speranza" insieme ad altre otto carceri italiane (Venezia, Milano, Roma, Napoli, Palermo, Lecce, Reggio Calabria, Brescia ) e due portoghesi (Leiria e Tires), ideato dalla Fondazione Pontificia Gravissimum Educationis.
Il progetto, che è stato presentato qualche mese addietro nella Sala Stampa della Santa Sede e che vede la collaborazione del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, prevede la creazione di porte monumentali che saranno collocate all'ingresso degli istituti penitenziari, come segno, visibile ai cittadini, di una relazione possibile tra società e mondo carcerario, quale spazio concreto e simbolico che favorisce l'incontro, la comunicazione tra carcere e vita esterna oltre che come simbolo di passaggio verso la speranza.
Le porte saranno realizzate servendosi dei tre materiali della Croce di Cristo, il legno, il metallo e la pietra, e la loro creazione nascerà dalla collaborazione tra la comunità penitenziaria e una grande personalità del mondo della cultura, che per Reggio Calabria personalità é l'astrofisica Ersilia Vaudo Scarpetta, la quale lo scorso 16 gennaio ha incontrato le donne detenute del penitenziario San Pietro e con loro ha dialogato di cielo, stelle, desideri e speranze, raccogliendo le loro intense testimonianze e quelle degli operatori penitenziari, del Direttore Rosario Tortorella e del Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale Giovanna Francesca Russo. Le testimonianze confluiranno in un documentario, che si preannuncia profondo e di grande intensità, per raccontare l'intero percorso, innanzitutto e principalmente dagli incontri tra l'interprete e le detenute fino alla produzione e all'installazione finale delle porte. Le riprese, dirette dal regista Giuseppe Carrieri, si sono svolte il 15 e 16 gennaio 2026 nei locali comuni del reparto femminile, nella sartoria e nell'area verde. Nei loro dialoghi le detenute hanno immaginato le porte che si andranno a realizzare, quali proiezioni materiali del loro sentire e delle loro speranze. L'esperienza del progetto é stata per le detenute l'occasione per rielaborare positivamente la propria esperienza detentiva per trasformare interiormente il loro vissuto.
Il Direttore degli Istituti penitenziari di Reggio Calabria, Rosario Tortorella, ha dichiarato: "E importante che la carcerazione non sia un tempo vuoto ma che, con il contributo della società civile, offra stimoli di riflessione, anche attraverso l'arte, perché ciascuna persona detenuta possa maturare obiettivi di crescita, interiore, che la aiuti a sperare, ma non di una speranza passiva quanto piuttosto di una speranza che si poggi su responsabilità ed impegno, basi essenziali per un futuro reinserimento sociale al termine della pena".