Il caso segna un precedente importante nel panorama giudiziario nazionale
Il Gup di Catanzaro ha accolto le istanze dei legali di alcuni imputati nel processo "Ostro", relative a presunte infiltrazioni della cosca Gallace nelle elezioni comunali di Badolato e in appalti pubblici. Per la prima volta in Italia, il giudice ha preso in considerazione questioni legate alle chat Sky Ecc decriptate tramite Ordine Europeo di Indagine (Oei) in Francia, sollevate per la protezione dei dati investigativi coperti dal segreto di Stato .
Gli avvocati Vincenzo Sorgiovanni, Mauro Ruga, Alessandro Bavaro e Giuseppe Gervasi hanno richiesto al Gup il congelamento dei dati raccolti in Francia per impedire ulteriori trasformazioni o trasferimenti del materiale probatorio e la verifica dell'esistenza di un provvedimento di riconoscimento o esecuzione dell'Oei da parte delle autorità francesi nei confronti degli imputati. A riportarlo ANSA.
Secondo i legali, l'accoglimento delle istanze potrebbe aprire scenari alternativi. In caso emergesse dal carteggio francese l'esistenza di un'indagine a carico degli imputati, questi potrebbero attivare un rimedio giurisdizionale effettivo in Francia, con la conseguente sospensione del processo francese, sulla base di una questione pregiudiziale già sottoposta alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea nel settembre 2025.
Al contrario, se non dovesse risultare alcuna qualità di indagato o imputato in Francia, gli interessati rischierebbero di essere privati della possibilità di impugnare l'Oei nello Stato di esecuzione, con una possibile violazione dei principi sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea e dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
Gli avvocati hanno inoltre evidenziato che la circostanza potrebbe portare alla non utilizzazione degli atti in Italia, in linea con quanto già precisato dalla Corte di Giustizia Europea nel caso Encrochat, aprendo una nuova fase di discussione sulle modalità di utilizzo delle prove raccolte all'estero nei processi italiani.
Il caso segna un precedente importante nel panorama giudiziario nazionale, con potenziali ripercussioni sui procedimenti che utilizzano dati e intercettazioni ottenute tramite strumenti internazionali.