Treni cancellati e nessuna alternativa: centinaia di lavoratori lasciati senza trasporto
Disagi, rabbia e senso di abbandono. È quanto denunciano numerosi pendolari calabresi costretti ogni giorno a spostarsi per lavoro lungo la fascia jonica, in particolare sulla tratta Reggio Calabria – Catanzaro Lido, duramente colpita dai disservizi delle ultime settimane.
A causa del maltempo e delle mareggiate dei giorni scorsi, la linea ferroviaria è stata sospesa per guasti. Tuttavia, secondo quanto segnalano i viaggiatori, Ferrovie dello Stato e Trenitalia non hanno attivato alcun servizio di bus sostitutivi, lasciando centinaia di persone senza mezzi di trasporto, senza informazioni chiare e senza indicazioni sui tempi di ripristino del servizio.
"Pur avendo pagato regolarmente gli abbonamenti – racconta una pendolare – siamo stati lasciati completamente soli. Nessuna comunicazione, nessuna alternativa, nessuna certezza su quando potremo tornare a viaggiare. Una situazione semplicemente inaccettabile".
Alla nostra emittente è arrivata anche la dura testimonianza del signor Carlo Praticò che descrive lo stato di esasperazione vissuto da chi dipende, quotidianamente, dal treno per lavorare.
"Mia moglie viaggia ogni giorno da Reggio Calabria a Bovalino con convogli che già normalmente lasciano molto a desiderare. Ma dopo le mareggiate, Trenitalia ha letteralmente abbandonato queste persone, cancellando tutti i collegamenti sulla fascia jonica".
Secondo il racconto, i pendolari sono stati lasciati “in balia delle onde”, senza sapere come raggiungere il posto di lavoro e, in alcuni casi, nemmeno come rientrare a casa.
"Parliamo di persone che percorrono centinaia di chilometri per portare un pezzo di pane a casa – continua Praticò – e che oggi, nel 2026, si ritrovano in condizioni assolutamente vergognose".
A rendere la situazione ancora più grave è l’aspetto economico: gli abbonamenti mensili vengono regolarmente incassati, mentre il servizio non viene garantito. Molti lavoratori sono stati costretti a sostenere ulteriori spese per mezzi alternativi, senza alcun supporto da parte dell’azienda ferroviaria.
"Come minimo – conclude il signor Praticò – Trenitalia dovrebbe rimborsare i giorni in cui non è stato possibile usufruire del servizio. È una situazione ingiusta e umiliante. Siamo davvero al limite del ridicolo".
Le proteste continuano e i pendolari chiedono risposte immediate, servizi sostitutivi adeguati e il rispetto di un diritto fondamentale: quello alla mobilità e al lavoro.