Partita una raccolta firme per proteggere la costa e la sua fragile bellezza
Il territorio di Scilla, con le sue coste mozzafiato e la ricca tradizione culturale, sta affrontando una nuova, preoccupante minaccia. Nel cuore del Comune, tra Favazzina e Melia, Edison S.p.A. ha proposto un grande impianto di accumulo idroelettrico che utilizza acqua di mare. Un’opera industriale che, se realizzata, comporterebbe oltre sette anni di cantieri, con impatti significativi su ambiente, paesaggio e vita quotidiana della comunità locale.
L’impianto, sperimentale e di dimensioni enormi, non è destinato a servire la popolazione di Scilla, né i benefici dell’energia prodotta andranno a favore dei residenti. Al contrario, il progetto solleva gravi preoccupazioni legate ai possibili rischi, come frane, danni irreparabili al mare e trasformazioni permanenti della costa. Si tratta di una zona già fragile, che potrebbe subire danni irreversibili a causa dell'intervento industriale.
I timori della comunità locale non si fermano solo ai rischi ambientali: l’impianto non apporterebbe alcun beneficio diretto per il territorio e non risolverebbe le problematiche legate alla sostenibilità energetica per i residenti. La transizione energetica è fondamentale, ma non a costo della distruzione di un ecosistema e di un paesaggio che sono patrimonio di tutti.
Per questo motivo, è stata avviata una raccolta firme per dire no a questo progetto e proteggere la costa di Scilla. La petizione è aperta a tutte e tutti, anche a chi non vive direttamente in zona. Firmare significa sostenere un futuro in cui la transizione energetica non sacrifica territori fragili e unici.
Se anche tu condividi questa preoccupazione, puoi firmare la petizione al seguente link: https://www.change.org/difesacostaviola
Grazie di cuore a chiunque decida di firmare e condividere questa causa per proteggere Scilla e la sua costa.