Festa abusiva “après-ski” in Sila, nove denunciati: caos a Villaggio Palumbo

Autore Giorgia Rieto | mer, 28 gen 2026 11:42 | Sila Carabinieri

Le strade di accesso sono rimaste bloccate per diverse ore, mentre i servizi igienici e di ristoro si sono rivelati del tutto insufficienti

Una festa abusiva a pagamento in stile “après-ski”, organizzata domenica scorsa a Monte Cima Bianca, in località Villaggio Palumbo nel territorio di Cotronei, è costata la denuncia a nove persone. La località, tra le più frequentate della Sila, è stata presa d’assalto da circa duemila partecipanti, causando gravi disagi alla viabilità e ai servizi essenziali.

Secondo quanto riferito dall’ANSA, i carabinieri hanno segnalato alla Procura della Repubblica di Crotone i nove soggetti coinvolti, tra organizzatori dell’evento, gestori dell’impianto di risalita e proprietari dell’area, per apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo e violazioni al Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Il massiccio afflusso di persone ha mandato in tilt la località sciistica. Le strade di accesso sono rimaste bloccate per diverse ore, mentre i servizi igienici e di ristoro si sono rivelati del tutto insufficienti rispetto al numero dei presenti. Problemi sono stati segnalati anche da numerosi sciatori, rimasti bloccati in attesa di poter scendere a valle con la seggiovia.

Dalle indagini è emerso che la discoteca a cielo aperto era stata allestita senza la necessaria licenza dell’autorità di pubblica sicurezza e senza il preventivo e obbligatorio parere della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Gli investigatori parlano di un evento organizzato in totale assenza dei requisiti minimi di sicurezza, solidità e capienza previsti dalla normativa vigente.

In particolare, l’area sarebbe risultata strutturalmente inidonea ad accogliere un evento di tali dimensioni. Mancavano un’adeguata illuminazione, vie di fuga, presidi di emergenza e sistemi di controllo degli accessi, consentendo di fatto un afflusso indiscriminato fino alla vetta dell’impianto sciistico.

La vicenda riaccende i riflettori sulla necessità di un rigoroso rispetto delle norme di sicurezza, soprattutto in contesti montani e turistici ad alta affluenza, dove eventi non autorizzati possono trasformarsi in un serio pericolo per l’incolumità pubblica.

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