Sanità in Calabria, Bruno attacca la Regione: “Emergenza urgenza sempre più in difficoltà”

Autore Giorgia Rieto | mer, 28 gen 2026 11:49 | Regione-Calabria Bruno

Bruno esprime forti perplessità anche sui dati relativi ai tempi di intervento del 118

Persistono gravi criticità nel sistema di emergenza urgenza in Calabria. A denunciarlo è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, intervenuto in aula dopo la discussione di una sua interrogazione scritta rivolta al Presidente della Regione, nella sua qualità di Commissario alla Sanità.

Bruno riferisce di aver ricevuto una risposta scritta dal Direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza che non lo ha convinto e che, a suo giudizio, lascia irrisolti numerosi interrogativi. In particolare, il consigliere contesta l’ottimismo con cui viene descritto lo stato del sistema, ritenuto lontano dalla realtà quotidiana vissuta da cittadini e operatori sanitari.

Tra i punti critici evidenziati vi è l’assenza del numero unico 116 117, destinato alle cure mediche non urgenti e ancora inattivo. Secondo Bruno, pur non essendo una soluzione risolutiva, la sua mancanza priva il sistema di un filtro territoriale fondamentale, contribuendo a sovraccaricare il 118 soprattutto nelle ore notturne e nei giorni festivi, quando spesso non è garantita la continuità assistenziale in vaste aree del territorio.

Il consigliere regionale mette inoltre in discussione l’affermazione secondo cui esisterebbe un servizio efficiente di ambulanze di presidio per servizi programmati e consulenze intraospedaliere. In diversi territori, come Soveria Mannelli, tale servizio sarebbe presente solo formalmente, con mezzi spesso indisponibili perché utilizzati come supporto alle postazioni territoriali prive di ambulanze operative per manutenzione. Una situazione che, secondo Bruno, si ripete anche in altri comuni e costringe il 118 a supplire a funzioni che non rientrano nelle sue competenze.

A Lamezia Terme, ricorda ancora il capogruppo di Tridico Presidente, il servizio sarebbe garantito esclusivamente nelle ore diurne e solo in presenza di personale nei reparti, mentre negli altri casi intervengono le équipe del 118. Una condizione che, secondo Bruno, sarebbe verosimilmente analoga anche nell’area di Catanzaro.

Pur riconoscendo l’aumento generale delle missioni del 118, Bruno respinge l’idea che questo dato possa essere utilizzato come giustificazione. L’incremento degli interventi, spiega, sarebbe il risultato dell’inadeguata risposta territoriale e delle difficoltà delle centrali operative di Cosenza e Catanzaro nel filtrare correttamente le chiamate. La presenza del medico a bordo dell’ambulanza consentirebbe spesso una valutazione clinica immediata, evitando trasporti impropri in pronto soccorso. In assenza del medico, invece, si tende a convogliare tutti i pazienti nei pronto soccorso, aggravando sovraffollamento e disagi.

Bruno esprime forti perplessità anche sui dati relativi ai tempi di intervento del 118. Secondo quanto riportato nella risposta ufficiale, l’intervallo medio allarme target sarebbe di 24 minuti, ma per il consigliere si tratta di una rappresentazione non attendibile. Una semplice verifica dei dati delle singole postazioni territoriali mostrerebbe, infatti, che in molti casi le ambulanze non hanno ancora raggiunto il luogo dell’intervento in quel lasso di tempo.

Il consigliere regionale sottolinea inoltre come la digitalizzazione della sanità e l’attuazione del PNRR vengano presentate come soluzioni imminenti per ridurre il carico sul 118, ma allo stato attuale tali prospettive appaiono più come auspici che come realtà operative, a causa dei ritardi nell’attuazione delle strutture territoriali previste.

Particolarmente grave, secondo Bruno, è il tema della medicalizzazione del 118. Negli ultimi anni, afferma, la Regione non avrebbe adottato strategie efficaci per rendere attrattivo il servizio per i medici, contribuendo anzi ad allontanare molti professionisti e lasciando sistematicamente scoperte le zone carenti.

Infine, Bruno interviene sul tema della valorizzazione degli infermieri, ribadendo il massimo rispetto per una figura professionale fondamentale del sistema sanitario, dotata di una solida formazione universitaria e di competenze avanzate. Proprio per questo, però, avverte che diagnosi, terapia e stabilizzazione del paziente critico restano prerogative della figura medica e che eventuali ambiguità rischiano di esporre il sistema a ulteriori pericoli.

Per tutte queste ragioni, Enzo Bruno conclude dichiarandosi insoddisfatto della risposta ricevuta e chiedendo un cambio di rotta deciso, basato su investimenti concreti, rispetto delle competenze professionali e un reale rafforzamento della medicina territoriale, a tutela della sicurezza dei cittadini e degli operatori sanitari.

Aggiornamenti e notizie