L’ennesimo caso in città di incuria e mancati controlli
Scendendo da Piazza del Popolo, qualcuno ha pensato bene di “lasciare in eredità” una bombola di ossigeno sul ciglio della strada. Un oggetto tutt’altro che innocuo, segnalato alla nostra redazione da un cittadino esasperato, stanco di dover contattare ripetutamente le autorità competenti e di sentirsi rispondere, puntualmente: "Non dipende da noi".
Una risposta che, ancora una
volta, lascia spazio all’incuria e al rischio. L’ossigeno gassoso, infatti, è
una sostanza comburente: può causare o intensificare incendi e, se contenuto in
bombole sotto pressione, può diventare estremamente pericoloso. In caso di
urti, esposizione a fonti di calore o manomissioni improprie, una bombola può
persino esplodere. Basti ricordare che l’aria che respiriamo contiene già circa
il 21% di ossigeno: un aumento della concentrazione rende la combustione molto
più rapida e violenta.
L’ossigeno, così come altri gas tecnici o medicali, è contenuto in bombole dove
viene compresso o liquefatto. Una volta esaurito il gas, l’imballaggio non
diventa un rifiuto comune: la bombola è considerata “esausta” e deve essere
conferita esclusivamente presso centri di raccolta autorizzati, in grado di
smaltirla o avviarla al corretto trattamento in impianti certificati.
"Le bombole di ossigeno sono pericolose, contengono gas comburente ad alta pressione - ci tiene a sottolinearlo il cittadino -. Un utilizzo o uno stoccaggio scorretto può aumentare il rischio di incendi, causare incidenti durante la movimentazione e provocare gravi danni a persone, edifici e infrastrutture. È importante sapere che una bombola apparentemente vuota non è mai completamente priva di gas e può risultare pericolosa quanto una piena. Per questo motivo, non deve mai essere esposta a fiamme libere o fonti di calore diretto, né abbandonata in luoghi pubblici".
L’episodio di Piazza del Popolo riporta al centro una questione ormai ricorrente: l’abbandono indiscriminato di rifiuti pericolosi e il rimpallo di responsabilità. Nel frattempo, a pagare il prezzo dell’inciviltà e della mancanza di controlli sono, come sempre, i cittadini.