I vescovi evidenziano come la politica debba misurarsi con gioie e speranze, tristezze e angosce delle persone
I vescovi calabresi hanno accolto il presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, per un incontro focalizzato sulle urgenze sociali del territorio, consegnando formalmente un documento intitolato “Per un’Agenda regionale dei diritti di cittadinanza”. Lo rende noto la stessa Conferenza episcopale calabra (Cec), precisando che il testo non intende presentare rivendicazioni di parte, ma farsi carico della “domanda di chi non ha voce”, nato dall’ascolto quotidiano delle comunità e dalla visione pastorale dei presuli.
Nel documento, i vescovi evidenziano come la politica debba misurarsi con gioie e speranze, tristezze e angosce delle persone, individuando quattro priorità principali per ridurre le disuguaglianze territoriali.
La prima riguarda la sanità, per la quale viene chiesto un cambio di passo: superare l’attenzione ai soli contenitori e concentrarsi sui servizi. La Chiesa calabrese sottolinea la necessità di una sanità territoriale integrata con il sociale, capace di abbattere liste d’attesa e garantire percorsi di presa in carico reali per fragilità e cronicità.
Il secondo punto tocca politiche sociali e famiglia, con un richiamo all’attuazione della legge regionale del 2004, spesso rimasta inapplicata. I vescovi chiedono il potenziamento dei servizi di prossimità e dei consultori, per rendere strutturale il sostegno alla genitorialità e il contrasto alla povertà educativa.
Grande attenzione è stata dedicata alla condizione giovanile, definita come uno dei problemi più dolorosi per la “perdita di futuro” che coinvolge molti giovani calabresi. L’obiettivo è rendere la Calabria una terra dove partire non sia un obbligo ma una scelta libera, garantendo dignità professionale e sociale.
Infine, i vescovi pongono l’accento sulla mobilità, intesa come infrastruttura di cittadinanza: collegare le aree interne ai centri e alla costa è essenziale per rendere esigibili i diritti fondamentali, inclusi quelli allo studio e alla cura, contrastando isolamento e spopolamento.
Nel consegnare il documento a Cirillo, i vescovi hanno precisato di non aspettarsi “un elenco di promesse, ma un metodo di lavoro” fondato su obiettivi chiari e verifiche periodiche. L’auspicio è che l’incontro possa segnare l’avvio di un percorso stabile di collaborazione istituzionale, capace di tradurre queste priorità in risposte concrete per il popolo calabrese.
Il presidente del Consiglio regionale ha ringraziato i vescovi per il confronto e il contributo offerto, sottolineando come il dialogo tra istituzioni civili e realtà ecclesiale, “nel rispetto dei ruoli”, rappresenti una ricchezza per tutta la regione e un valore aggiunto nella costruzione del bene comune. Cirillo ha evidenziato come temi come giovani, sanità e trasporti siano centrali anche nell’impegno del Consiglio regionale, ribadendo che “l’ascolto dei territori è fondamentale per costruire risposte serie e condivise per la Calabria”.
Il presidente ha inoltre riconosciuto alla Chiesa calabrese un ruolo di prossimità e ascolto, definendola “catalizzatore” delle istanze che provengono dalle comunità. Cirillo si è detto favorevole a mantenere un dialogo costante, da rinnovare anche in altre occasioni, assicurando che le istanze emerse saranno condivise con l’Assemblea legislativa regionale.