Dopo anni di criticità, i tribunali del distretto mostrano segnali positivi, soprattutto nel settore civile e nei procedimenti complessi
Il nuovo anno giudiziario conferma una leggera ripresa nell’attività dei tribunali del distretto di Reggio Calabria, dopo anni di criticità legate alla carenza di organico e all’arretrato accumulato. Lo sottolinea il presidente della Corte d’Appello, Caterina Chiaravalloti, nella relazione inaugurale. Nonostante la quasi totale copertura degli organici a partire dal maggio 2025, gli effetti positivi si fanno sentire gradualmente, soprattutto nel settore civile e nei procedimenti complessi.
Sul fronte civile, i tribunali registrano un aumento delle cause familiari e delle controversie connesse a separazioni e divorzi, mentre il Codice della Crisi d’Impresa continua a rappresentare una sfida per l’organizzazione delle cancellerie. L’obiettivo del PNRR resta ambizioso: definire entro metà 2026 più di 1.300 cause civili pendenti, con il ricorso a magistrati extradistrettuali.
Al Tribunale di Palmi, il focus maggiore riguarda le pene sostitutive e la messa alla prova, strumenti volti a deflazionare il carico penale. La messa alla prova è utilizzata prevalentemente durante le indagini preliminari o in opposizione a decreti penali di condanna, mentre le pene alternative – come detenzione domiciliare e lavoro di pubblica utilità (LPU) – compaiono frequentemente nelle richieste di patteggiamento. L’UEPE ha reso più rapide le procedure di predisposizione dei programmi di trattamento e la loro trasmissione ai giudici, con destinazioni dei condannati nei settori sociale e ambientale: assistenza ai malati, raccolta dei rifiuti, manutenzione del verde pubblico e pulizia urbana.
Nonostante i progressi, l’effetto deflattivo resta limitato: solo 18 reati sono stati estinti per esito positivo della messa alla prova, e appena 4 pene sostitutive sono state applicate. Modesto anche l’impatto dell’art. 131-bis c.p. (non punibilità per particolare tenuità del fatto), con 70 assoluzioni nell’anno, in lieve aumento rispetto alle 64 precedenti. La Corte d’Assise di Palmi non ha registrato nuovi procedimenti nel periodo luglio 2024 – giugno 2025, mentre l’esclusione del rito abbreviato per i delitti puniti con l’ergastolo prefigura un aumento dei carichi futuri.
Al Tribunale di Locri, l’attività penale mostra un andamento sostanzialmente positivo, con una riduzione dell’arretrato per richieste di archiviazione e decreti penali di condanna, grazie all’impiego mirato del personale dell’ufficio per il processo.
Le principali osservazioni emerse includono:
Buona applicazione degli istituti deflativi, in particolare la messa alla prova, ampliata dall’art. 32 del D.Lgs. 150/2022. Nel periodo considerato si sono registrate 29 ammissioni a messa alla prova, a fronte di 5 dell’anno precedente; maggior numero di definizioni tramite rimessione di querela, anche tacita, e minor numero di impugnazioni grazie alle limitazioni introdotte per le sanzioni pecuniarie o pene alternative; efficacia degli incentivi legati alla rinuncia all’impugnazione dei provvedimenti di condanna, soprattutto in giudizio abbreviato (38 procedimenti definiti con rito abbreviato); applicazione limitata delle pene sostitutive, con appena 4 richieste, e nessuna adozione degli istituti riparatori; effetti deflattivi anche grazie al rinvio pregiudiziale alla Corte di Cassazione per questioni di competenza territoriale (art. 24-bis c.p.p.), seppure numericamente ridotti.
In generale, gli strumenti riformatori hanno portato benefici selettivi, favorendo l’efficienza processuale soprattutto nelle definizioni anticipate e nei riti alternativi, ma restano limitati i miglioramenti in materia di pene sostitutive e non punibilità per speciale tenuità del fatto.
Il Tribunale di Sorveglianza ha visto un incremento delle responsabilità operative a seguito del D.Lgs. 150/2022, che ha riformato l’intero processo penale con l’obiettivo di ridurre entro il 2026 del 25% la durata media dei procedimenti penali nei tre gradi di giudizio.
In particolare, il magistrato di sorveglianza ha il compito di verificare l’effettività delle pene sostitutive (semilibertà, detenzione domiciliare, lavoro di pubblica utilità, pena pecuniaria), garantendone l’esecutività e modificando le prescrizioni se necessario; gestire l’efficienza della riscossione delle pene pecuniarie, compresa la conversione in pene restrittive in caso di mancato pagamento, ampliando notevolmente il carico di lavoro per l’adozione e il monitoraggio delle misure sostitutive più afflittive; assicurare la corretta applicazione delle nuove procedure di esecuzione penale, ispirate al modello del sentencing anglosassone, con immediatezza ed efficacia.
Dal 1° luglio
2008, il Tribunale e l’Ufficio di Sorveglianza di Reggio Calabria
utilizzano l’applicativo SIUS (Sistema Informativo Uffici di
Sorveglianza), sviluppato come sottosistema del sistema SIES in uso agli Uffici
di Procura.
L’Ufficio ha espresso soddisfazione per la rapida consultazione,
l’interoperabilità con altri sistemi (SIDET, SIC, INIT, SIAMM COSMAG-Valeri@),
la condivisione dei provvedimenti esecutivi e la circolazione delle
informazioni tra gli Uffici del Distretto. Si auspica una maggiore
implementazione, estendendo la condivisione dei provvedimenti anche con
Uffici di sorveglianza fuori distretto e con gli Uffici UEPE, e promuovendo
l’integrazione con il sistema SNT.
Il SIUS per Avvocati ha migliorato la gestione delle richieste di utenza
assistita, pur richiedendo maggiore impegno al personale amministrativo.
Nel settore civile, il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria ha continuato a puntare all’abbattimento delle pendenze nei procedimenti più delicati, come quelli de potestate e le adozioni di minori in stato di abbandono. Priorità è stata data ai minori collocati da lungo tempo in strutture comunitarie o in affido eterofamiliare, per garantire loro stabilità e tutela dei diritti evolutivi.
Particolare attenzione è stata rivolta ai minori inseriti in contesti familiari ad elevata connotazione ‘ndranghetistica e ai figli di testimoni o collaboratori di giustizia, casi caratterizzati da dinamiche familiari complesse e delicate.
Nonostante le difficoltà strutturali e territoriali, la Corte di Appello di Reggio Calabria ha conseguito risultati significativi grazie all’apporto dei funzionari UPP. Gli obiettivi principali erano la riduzione dell’arretrato e del cosiddetto Disposition Time, raggiungendo risultati apprezzabili considerando le condizioni di partenza: un territorio caratterizzato dalla presenza pervasiva della criminalità organizzata, con l’‘Ndrangheta a incidere su quasi tutti gli ambiti sociali ed economici, e un elevato numero di procedimenti di mafia che assorbono ingenti risorse.
L’impegno dello Stato ha portato a un aumento delle indagini e dei processi di criminalità organizzata, con conseguenti difficoltà organizzative: gestione di numerosi imputati detenuti, scadenze stringenti per le misure cautelari e frequente frammentazione dei procedimenti. Tali criticità hanno impattato su tutti i settori della Corte, dalla Sezione Civile, costretta a cedere personale ai procedimenti penali, alla Sezione Lavoro, chiamata a sostituire parte delle materie di competenza della Sezione Civile.
Nonostante ciò, l’apporto dei funzionari UPP ha permesso risultati concreti e misurabili: velocizzazione dei processi, incremento delle definizioni, supporto qualificato ai magistrati, gestione di bozze e schemi di trattazione, ricerche giurisprudenziali, controllo della completezza degli atti e del contraddittorio, tenuta dell’agenda del magistrato. In tal modo si è favorito il rispetto della regolarità e della celerità dei procedimenti, evitando rimessioni per incompletezza degli atti o delle notifiche.
Restano però criticità rilevanti: i rapporti a termine dei funzionari hanno causato l’esodo di personale valido; alcune assunzioni più recenti non hanno potuto operare pienamente a causa della mancanza di strumenti informatici e della connessione ai sistemi indispensabili (SICID, Consolle del Magistrato).
Il proseguimento del contributo dei funzionari UPP fino al 30 giugno 2026 e la possibile trasformazione dei rapporti a tempo determinato in tempo indeterminato potrebbero rappresentare un punto di svolta, incrementando ulteriormente la produttività e l’efficienza della Corte.
In sintesi, pur tra difficoltà strutturali e territoriali eccezionali, la Corte di Appello ha saputo valorizzare le risorse disponibili, conseguendo risultati significativi in termini di definizione dei procedimenti e supporto ai magistrati, e mantenendo la prospettiva di un miglioramento ancora maggiore con la continuità e stabilizzazione del personale UPP.