Per l'urbanista reggina non è il Ciclone Harry il vero problema, ma decenni di pianificazione assente
"Bene, ancora una volta, in Calabria, dopo il passaggio del “Ciclone Harry”, la fragilità e l’instabilità territoriale della regione, sono il giusto mantra per scusare l’altrettanta fragilità, se non assenza, di una adeguata pianificazione urbanistica, sia regionale che a cascata sugli altri livelli di governo territoriale. Eppure, durante il primo cinquantennio del XX secolo, già Corrado Alvaro scriveva della geografia complessa e dei paesaggi aspri che caratterizzano l'identità profonda della Calabria: un territorio, quasi interamente montuoso e collinare, con pochissime pianure costiere, intrinsecamente fragile".
Così l'Urbanista e
Policy Maker Grazia Gioè.
"Un territorio, quindi, particolarmente vocato al dissesto
idrogeologico che, in assenza di programmi di prevenzione e di manutenzione
ordinaria, “si sbriciola”, anno dopo anno; Laddove un’alluvione, o anche un forte
temporale, procura danni enormi a cose, case e persone! E se d’inverno la Calabria
affoga, d’estate brucia. Ma, tutto questo non è una fatalità. E’ mancata
pianificazione territoriale. Manca una visione strategica unitaria di tipo
integrato, specie per le zone costiere. Zone di importanza strategica
per il territorio regionale, tra le più importanti
d’Europa, proprio per la loro collocazione geografica, sia in
materia di scambi commerciali che per il turismo,
nonché sede di habitat naturali unici, particolarmente sensibili per l’intera area mediterranea - continua Gioè -. Ma, importanti
sono anche i problemi che l’intera fascia costiera regionale
evidenzia, ormai di lunga durata e di forte compromissione ambientale, nonostante la continua ricerca di un punto di
equilibrio sostenibile con i fattori insediativi, produttivi, locali, continentali, marittimi e terrestri che su di essa
insistono. Sono ormai passati due
decenni dalle Direttive emanate dalla UE in materia di “Gestione Integrata
Costiera” che, sulla base dei principi propri della pianificazione urbanistica e
territoriale, quali la Competenza e la Sussidiarietà, diventano fondamentali e imprescindibili
per il sostegno allo sviluppo, alla valutazione e al coordinamento delle
strategie e delle azioni locali per le aree di costa. Così come, le responsabilità che i vari livelli amministrativi
possiedono in materia, quali appunto la UE, il Governo, i Ministeri competenti,
la Regione, le Province e i Comuni, per attuare Interventi regionali di difesa costiera e ripascimento delle
spiagge; per il sistema della portualità
turistica; per il riuso della
linea ferroviaria dismessa e da dismettere;
per le infrastrutture di viabilità; per l’utilizzo turistico e ricreativo; per
la formazione dei piani di utilizzazione degli arenili e dei piani spiaggia;
per la revisione della normativa vigente.
Pertanto, è anche ora di smetterla di pensare che ad ogni calamità naturale,
chiedere lo stato di emergenza regionale sia la soluzione giusta" - conclude l'urbanista.