Ha fatto il suo dovere, come ogni mese. Nonostante l’
aumento dei
titoli di viaggio deciso dalla
Regione Calabria in accordo con l'
ATAM, ha acquistato regolarmente l’
abbonamento mensile da 49,50 euro. Ma, insieme al
biglietto, ha presentato anche una
segnalazione formale all’
azienda di
trasporto per l'Area Metropolitana, denunciando una situazione che definisce ormai insostenibile.
La
pendolare che utilizza quotidianamente una linea particolarmente frequentata anche dagli ospiti di alcune strutture della zona, scrive alla nostra testata e racconta di
mancati controlli,
assenza di sicurezza a bordo e di un clima di forte
disagio per chi, invece, paga regolarmente il servizio.
Secondo quanto segnalato, molte persone salgono sui mezzi senza titolo di viaggio, occupano i posti a sedere e
disturbano gli altri passeggeri, senza che vi siano verifiche o interventi da parte del
personale preposto.
"Io pago, loro no. E mentre resto in piedi o cerco semplicemente di viaggiare in tranquillità, divento oggetto di attenzioni e comportamenti che mi mettono a disagio" - spiega la pendolare, sottolineando come la situazione sia resa ancora più grave da
problemi di salute personali, che rendono il
viaggio quotidiano particolarmente faticoso.
La denuncia solleva una questione che va oltre il singolo caso: è legittimo aumentare il costo dei biglietti senza garantire controlli, sicurezza e rispetto per l’
utenza?
Il
trasporto pubblico dovrebbe rappresentare un servizio essenziale, accessibile ma anche sicuro e dignitoso, soprattutto per chi lo utilizza ogni giorno per
lavoro o
necessità.
La segnalazione chiede implicitamente risposte chiare: più controlli sui titoli di viaggio, maggiore presenza del personale e
tutele concrete per i passeggeri regolari. Perché il
rispetto delle regole non può trasformarsi in una penalizzazione per chi, responsabilmente, continua a pagare.