Si richiama con urgenza l’attenzione sulle gravi vulnerabilità sistemiche e infrastrutturali legate alla fragilità geomorfologica
Il Comitato Spontaneo per la Difesa della Costa Viola ha depositato osservazioni integrative nell’ambito della Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale n. 9849, ampliando e rafforzando le criticità già sollevate in merito al progetto di impianto di accumulo idroelettrico a pompaggio previsto nei territori di Scilla e Bagnara Calabra.
Oltre agli impatti ambientali strutturali già documentati, il Comitato richiama con urgenza l’attenzione sulle gravi vulnerabilità sistemiche e infrastrutturali legate alla fragilità geomorfologica, idrogeologica e sismica dell’area interessata dall’intervento.
Negli ultimi giorni, infatti, il tratto di territorio compreso tra Scilla e Bagnara Calabra è stato nuovamente colpito da frane e distacchi di massi lungo la Strada Statale 18 “Tirrena Inferiore”, a seguito delle intense piogge e dell’instabilità dei versanti. Gli eventi hanno comportato la chiusura del tratto stradale e l’intervento di Anas e dei Vigili del Fuoco per le operazioni di messa in sicurezza. Episodi che, secondo il Comitato, confermano l’elevata pericolosità idrogeologica del comprensorio e rappresentano un evidente campanello d’allarme rispetto alla fragilità del contesto in cui dovrebbe sorgere l’impianto.
Un quadro che si inserisce in un contesto più ampio di allerta meteo e di eventi estremi che, nelle ultime settimane, hanno interessato diverse aree della Calabria e del Sud Italia, causando smottamenti, instabilità del terreno e, in alcuni casi, la dichiarazione dello stato di emergenza.
Il Comitato ribadisce inoltre come l’area sia già caratterizzata da una significativa concentrazione di infrastrutture critiche, tra cui gasdotto, elettrodotto ad alta tensione e infrastrutture di trasporto strategiche. L’eventuale realizzazione di un grande impianto idroelettrico sperimentale in un contesto così delicato, sottolineano i promotori delle osservazioni, rischierebbe di accentuare ulteriormente la vulnerabilità del sistema energetico, dei trasporti e della sicurezza pubblica, soprattutto in caso di eventi naturali estremi o sismici.
Alla luce di tali elementi, il Comitato chiede all’Autorità Competente una valutazione rigorosa e aggiornata del rischio idrogeologico, cumulativo e sismico, tenendo conto anche dei recenti smottamenti, l’applicazione del principio di precauzione nella pianificazione infrastrutturale ed energetica e la considerazione di alternative tecnologiche meno impattanti e più resilienti. Tra queste, vengono citati sistemi di accumulo elettrochimici modulari o il recupero e l’ottimizzazione di impianti idroelettrici esistenti, soluzioni che eviterebbero nuovo consumo di suolo e un aggravamento del rischio territoriale.
L’invito finale del Comitato è a valutare con la massima attenzione tutti gli elementi emersi, affinché siano garantite la sicurezza, la resilienza e la sostenibilità del territorio della Costa Viola e dell’intero sistema infrastrutturale nazionale.