Droga tra Reventino e Sila Piccola, smantellata rete di spaccio: sette indagati

Autore Redazione Web | mer, 04 feb 2026 12:22 | Droga Calabria Campania Sila

Gli indagati utilizzavano un linguaggio criptico per comunicare tra loro, ma le intercettazioni avrebbero consentito di ricostruire le fasi organizzative 

Una intensa e strutturata attività di spaccio di sostanze stupefacenti, portata avanti da più soggetti in forma coordinata, è stata smantellata dai carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli. Nella mattinata odierna sono stati notificati avvisi di conclusione delle indagini e contestuali informazioni di garanzia a sette persone, ritenute responsabili, a vario titolo, del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

L’operazione, denominata “Reventino in Lockdown”, richiama il periodo delle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19, durante il quale – secondo l’accusa – l’attività illecita sarebbe proseguita senza interruzioni. L’indagine è stata coordinata e diretta dal procuratore capo facente funzioni di Lamezia Terme, Vincenzo Quaranta, e si è sviluppata tra settembre 2020 e marzo 2021.A riportarlo ANSA.

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, nel corso delle investigazioni sarebbero stati accertati oltre 250 episodi di spaccio, riguardanti diverse tipologie di sostanze, tra cui marijuana, eroina e cocaina, distribuite in maniera sistematica e continuativa ad assuntori, in prevalenza residenti nell’area montana compresa tra il Reventino e la Sila Piccola.

Gli indagati, sempre secondo l’accusa, utilizzavano un linguaggio criptico per comunicare tra loro, ma le intercettazioni avrebbero consentito di ricostruire le fasi organizzative dell’approvvigionamento della droga e le successive modalità di cessione agli acquirenti.

In una prima fase, alcune cessioni sarebbero avvenute all’interno delle abitazioni degli indagati, per poi passare a una modalità itinerante, mentre altri soggetti avrebbero operato esclusivamente spostandosi sul territorio.

L’area di operatività del gruppo, come emerso dalle indagini, risultava particolarmente estesa: oltre ai comuni di Soveria Mannelli, Decollatura e Carlopoli nel Catanzarese e Colosimi nel Cosentino, l’attività di spaccio avrebbe interessato anche le città di Lamezia Terme, Catanzaro e Cosenza, con ramificazioni extraregionali che hanno condotto gli investigatori fino alla provincia di Benevento, in particolare a Sant’Agata de’ Goti, nonché al quartiere Secondigliano di Napoli e al Parco Verde di Caivano.


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