Accanto alle difficoltà normative, il governatore calabrese ha richiamato anche il tema dell’abusivismo edilizio
«Per realizzare un intervento di difesa dall’erosione costiera in Italia occorrono fino a 18 pareri. Esiste una legislazione che rende estremamente difficile intervenire». A denunciarlo è il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, intervenuto a Porta a Porta su Rai1, ospite di Bruno Vespa, insieme al capo della Protezione civile Fabio Ciciliano e alla presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde.
Secondo Occhiuto, gli eventi estremi che hanno colpito recentemente il Paese – dal ciclone in Calabria e Sicilia all’alluvione in Sardegna – hanno messo in evidenza tutte le fragilità di un sistema che «non è costruito per prevenire e mitigare il rischio idrogeologico».
«Interventi che potrebbero essere realizzati in un anno – ha spiegato – finiscono per durare anche sette anni, perché la nostra legislazione prevede che lo Stato controlli tutto all’inizio e non controlli dopo. Sarebbe invece utile invertire il paradigma, programmando e finanziando gli interventi, dando la possibilità alle imprese e ai progettisti di lavorare, e di rispondere se i lavori vengono eseguiti male».
Accanto alle difficoltà normative, il governatore calabrese ha richiamato anche il tema dell’abusivismo edilizio, definito uno dei nodi strutturali della fragilità del territorio. «In Calabria – ha affermato – ho visto costruire ai bordi di strade che in realtà erano fiumi tombati. La natura però non dimentica. Nel corso dei decenni si è abusato del suolo».
Occhiuto ha ricordato il protocollo siglato con Legambiente, grazie al quale è stato possibile censire oltre 11.000 immobili abusivi o parzialmente abusivi, che dovrebbero essere acquisiti al demanio pubblico e demoliti dai Comuni. «Ho dovuto commissariare 70 Comuni», ha aggiunto.
Sul tema delle demolizioni, il presidente ha sottolineato le difficoltà operative: «Nel 2023 abbiamo demolito un immobile della ’ndrangheta, ma abbattere è complicato. A volte pesa la preoccupazione per le famiglie che vi abitano, altre volte entrano in gioco calcoli elettorali o l’impossibilità economica dei Comuni, che devono sostenere costi elevati per lo smaltimento dei rifiuti».
Da qui la proposta: «Servirebbe un fondo statale di rotazione che consenta ai Comuni di affrontare le demolizioni, anticipando le risorse necessarie».
Infine, Occhiuto ha fornito una prima stima dei danni causati dal ciclone Harry in Calabria: circa 300 milioni di euro. «È una valutazione di massima – ha precisato – perché stiamo procedendo a una stima più puntuale. Cittadini, imprese e sindaci possono già caricare le schede dei danni sul portale messo a disposizione sul sito della Regione».