Processo “Crypto”, la Corte d’Appello riforma parzialmente le condanne: confermato il risarcimento alla Città Metropolitana

Autore Redazione Web | gio, 05 feb 2026 08:00 | Processo-Crypto Corte-Di-Appello Condanna Citta. Metropolitana

Si conclude il secondo atto del procedimento coordinato dalla DDA di Reggio Calabria


Si è concluso, nella giornata di ieri, il secondo atto del processo “Crypto” , le cui indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, la quale ha focalizzato l’attenzione sulla condotta posta in essere dagli imputati, che sarebbe stata dedita al traffico ed all’utilizzo - a vario titolo - di sostanze stupefacenti sul territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Pertanto, oggi, la Corte di Appello di Reggio Calabria - presieduta dalla dott.ssa Elisabetta Palumbo- ha riformato parzialmente quanto statuito dai Giudici di prime cure, emettendo sentenza di assoluzione per alcuni imputati e rideterminando la pena inflitta dal Tribunale di Palmi per la maggior parte di essi. Senza troppi sconti.
Ha, altresì, condannato gli imputati al pagamento delle spese processuali a favore della costituita Città Metropolitana, assistita e difesa dall’Avv. Maria Cristina Arfuso del foro di Reggio Calabria, nonché confermato le statuizioni della prima sentenza e, quindi, la condanna al risarcimento dei danni nei confronti dell’ente costituito, liquidato in euro 50.000,00.
La Città Metropolitana - per il tramite del difensore Avv. Arfuso - ha ritenuto necessario costituirsi parte civile in un procedimento di siffatta natura atteso che quanto emerso in ordine all’attività delittuosa degli imputati ha leso il processo di azione quotidiana di contrasto alla criminalità organizzata che sistematicamente la Città Metropolitana di Reggio Calabria attua in favore anche e soprattutto delle nuove generazioni. Pertanto, è stato doveroso contrapporsi ad atteggiamenti malavitosi che hanno danneggiato dichiaratamente l’immagine ed il prestigio della Città Metropolitana tutta, confermando - ancora una volta- la ferma condanna morale oltre che giudiziaria.


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