Si conclude il secondo atto del procedimento coordinato dalla DDA di Reggio Calabria
Si è
concluso, nella giornata di ieri, il secondo atto del processo “Crypto” , le
cui indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di
Reggio Calabria, la quale ha focalizzato l’attenzione sulla condotta posta in
essere dagli imputati, che sarebbe stata dedita al traffico ed all’utilizzo - a
vario titolo - di sostanze stupefacenti sul territorio della Città
Metropolitana di Reggio Calabria.
Pertanto, oggi, la Corte di Appello di Reggio Calabria - presieduta dalla
dott.ssa Elisabetta Palumbo- ha riformato parzialmente quanto statuito dai
Giudici di prime cure, emettendo sentenza di assoluzione per alcuni imputati e
rideterminando la pena inflitta dal Tribunale di Palmi per la maggior parte di
essi. Senza troppi sconti.
Ha, altresì, condannato gli imputati al pagamento delle spese processuali a
favore della costituita Città Metropolitana, assistita e difesa dall’Avv. Maria
Cristina Arfuso del foro di Reggio Calabria, nonché confermato le statuizioni
della prima sentenza e, quindi, la condanna al risarcimento dei danni nei
confronti dell’ente costituito, liquidato in euro 50.000,00.
La Città Metropolitana - per il tramite del difensore Avv. Arfuso - ha ritenuto
necessario costituirsi parte civile in un procedimento di siffatta natura
atteso che quanto emerso in ordine all’attività delittuosa degli imputati ha
leso il processo di azione quotidiana di contrasto alla criminalità organizzata
che sistematicamente la Città Metropolitana di Reggio Calabria attua in favore
anche e soprattutto delle nuove generazioni. Pertanto, è stato doveroso
contrapporsi ad atteggiamenti malavitosi che hanno danneggiato dichiaratamente
l’immagine ed il prestigio della Città Metropolitana tutta, confermando -
ancora una volta- la ferma condanna morale oltre che giudiziaria.