Processo “Eyphemos”, sequestrati beni per 1,3 milioni [NOMI E DETTAGLI]

Autore Redazione Web | gio, 05 feb 2026 11:58 | Sequestri Guardia Di Finanza

Il sequestro è stato eseguito nelle province di Reggio Calabria, Roma e Milano e ha riguardato l’intero complesso aziendale di tre ditte individuali 

Beni per un valore complessivo di un milione e 300mila euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a due soggetti coinvolti nel processo “Eyphemos”, scaturito da una vasta inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria che ha fatto luce sull’operatività della ’ndrangheta di Sant’Eufemia d’Aspromonte e sui suoi legami con la cosca Alvaro di Sinopoli.

Il provvedimento di sequestro è stato disposto dalla Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta del procuratore Giuseppe Borrelli e dell’aggiunto Stefano Musolino, nei confronti di Cosimo Cannizzaro, detto “Spagnoletta”, e di suo genero Giuseppe Bagnato, detto “Pinuccio”.

Bagnato è deceduto nel 2024, dopo la sentenza di primo grado che aveva condannato entrambi gli imputati rispettivamente a 14 e 15 anni di reclusione per associazione mafiosa. In Appello la condanna è stata confermata per il solo Cannizzaro, che attende ora la decisione della Corte di Cassazione, fissata per il 17 febbraio.

Secondo gli accertamenti condotti dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Reggio Calabria, i due erano legati da vincoli di parentela e da interessi imprenditoriali, prevalentemente nel settore edilizio. Nel provvedimento di sequestro si evidenzia come Cannizzaro fosse considerato un punto di riferimento per i rapporti con affiliati di altre articolazioni della ’ndrangheta, anche fuori dai confini nazionali, fino all’Australia, sia per questioni di affiliazione sia per la gestione delle richieste estorsive ai danni di imprenditori individuati come vittime delle pretese mafiose.

Giuseppe Bagnato, invece, viene descritto dagli investigatori come un soggetto ben inserito nella struttura della cosca, con un ruolo di rilievo all’interno del gruppo. Dagli atti dell’indagine emerge come fosse considerato uno dei pochi esponenti dotati del carisma necessario alla possibile costituzione di una nuova “locale” di ’ndrangheta.

Il sequestro è stato eseguito nelle province di Reggio Calabria, Roma e Milano e ha riguardato l’intero complesso aziendale di tre ditte individuali e due imprese, operanti nei settori della tenuta dei dati contabili, dell’energia e dell’edilizia. Sotto sigillo anche immobili, oltre a rapporti bancari, finanziari e assicurativi, ritenuti riconducibili agli indagati e frutto di attività illecite.

Un’operazione che si inserisce nel più ampio quadro dell’azione di contrasto patrimoniale alla criminalità organizzata, mirata a colpire il cuore economico delle cosche mafiose.

Aggiornamenti e notizie