Bivongi, intervento urgente sulla strada metropolitana danneggiata dal ciclone Harry

Autore Redazione Web | gio, 05 feb 2026 12:57 | Bivongi Calabria Strade

Fuda: «Messa in sicurezza immediata, ora una strategia strutturale sulla gestione delle fiumare»

A seguito degli eventi meteorologici eccezionali provocati dal ciclone Harry, la strada metropolitana di accesso al Comune di Bivongi ha riportato gravi danni strutturali a causa di un sifonamento provocato dalle acque della fiumara Stilaro, che costeggia l’arteria viaria.

La Città Metropolitana di Reggio Calabria è intervenuta con urgenza attraverso un’azione congiunta dei settori Viabilità e Ambiente, consentendo la riapertura della strada nel più breve tempo possibile e il ripristino delle condizioni minime di sicurezza per la comunità locale.

Nel corso dell’intervento è stata effettuata una risagomatura dell’alveo della fiumara, operazione necessaria a regimare il deflusso delle acque e a ridurre il rischio immediato per l’infrastruttura stradale.

«Si è trattato di un intervento necessario e tempestivo – ha dichiarato il Consigliere metropolitano delegato all’Ambiente, Salvatore Fuda – che ha permesso di riaprire rapidamente la strada e di mettere in sicurezza, seppur in via provvisoria, un collegamento fondamentale per il Comune di Bivongi. Tuttavia, è evidente che su quel tratto di fiume occorra avviare con urgenza uno studio di progettazione per una messa in sicurezza definitiva, che preveda la risistemazione delle arginature e la realizzazione o il ripensamento di nuove briglie, anche alla luce della presenza di una vecchia opera di presa, realizzata molti anni fa da Opera Sila e oggi non più in funzione».

L’intervento riporta al centro una questione strutturale che la Città Metropolitana porta avanti da tempo nel confronto con la Regione Calabria: la necessità di definire un modello tecnico-amministrativo in grado di sbloccare la gestione del materiale litoide all’interno delle fiumare, tema strettamente connesso anche all’erosione costiera.

«Erosione costiera e sovralluvionamento delle fiumare sono due facce della stessa medaglia – ha spiegato Fuda –. Le spiagge dovrebbero essere naturalmente alimentate dal trasporto solido dei corsi d’acqua, ma questo equilibrio è stato compromesso anche da una forte antropizzazione, in particolare dalla realizzazione di briglie nella parte valliva dei fiumi, che ostacolano il naturale trasporto del materiale verso la costa».

Ad oggi, l’assenza del Piano regionale di gestione dei sedimenti rende complessa qualsiasi pianificazione strutturale. La redazione del Piano, affidata dalla Regione all’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, richiederà ancora tempo prima della sua approvazione definitiva, con la conseguente difficoltà ad attivare interventi ordinari di gestione del materiale, compreso il ripascimento forzato delle spiagge. Una situazione che ha anche ricadute economiche, poiché la mancata estrazione e valorizzazione del materiale litoide riduce l’offerta di inerti sul mercato, determinando un progressivo aumento dei prezzi.

«Per questo – ha sottolineato il Consigliere delegato – proponiamo da tempo di sperimentare soluzioni operative alternative, autorizzando studi parziali su singole aste fluviali. Come Città Metropolitana abbiamo finanziato, in collaborazione con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, studi approfonditi su tre grandi fiumare sovralluvionate – La Verde, Amendola e Bonamico – già disponibili e valutabili nelle more dell’approvazione del Piano regionale, così da sbloccare in modo controllato le attività di gestione del materiale».

L’ordinanza di Protezione Civile emanata a seguito degli ultimi eventi calamitosi legati al ciclone Harry prevede specifiche deroghe al Piano di gestione dei sedimenti, ma resta centrale la necessità di sbloccare anche le attività ordinarie, per dare avvio a una nuova e più efficace visione della difesa del suolo.

«Non possiamo continuare a pensare alla difesa del territorio esclusivamente attraverso le opere a mare – ha concluso Fuda –. È necessario affiancare a queste una strategia strutturale che includa il ripascimento forzato come metodo ordinario di “coltivazione” delle spiagge, basato su studi puntuali delle unità fisiografiche».

Infine, il Consigliere metropolitano ha voluto ringraziare quanti hanno reso possibile l’intervento: «Desidero ringraziare l’ingegnere Domenica Catalfamo, Direttore del Dipartimento Tutela del Territorio della Città Metropolitana, il Dirigente del Settore Viabilità Lorenzo Benestare, il funzionario del settore Difesa del Suolo Antonino Siclari, gli altri collaboratori e l’azienda in house Castore S.r.l., che ha materialmente eseguito i lavori con tempestività ed efficacia, dando una risposta concreta e immediata alla comunità di Bivongi. Un ringraziamento anche al sindaco Grazia Zaffino, che ha seguito da vicino la vicenda e sta lavorando alla predisposizione di una scheda di rischio residuo per la messa in sicurezza definitiva di quel tratto di fiume».


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