41° anniversario dall’eccidio del brigadiere Carmine Tripodi

Autore Redazione Web | ven, 06 feb 2026 13:33 | Brigadiere-Tripodi San Luca

La sera del 6 febbraio 1985, mentre si dirigeva verso la caserma della Compagnia di Bianco, Tripodi fu vittima di un agguato in località Cucuzza 

Questa mattina, presso la località Ponte Cucuzza, si è svolta la commemorazione del 41° anniversario dell’eccidio del Brigadiere Carmine Tripodi, Medaglia d’Oro al Valor Militare. La cerimonia ha previsto la resa degli onori e la deposizione di una corona presso il monumento in memoria del valoroso militare.

Alle ore 11.00, la funzione religiosa si è tenuta presso la Chiesa Santa Maria della Pietà di San Luca, officiata da S.E.R. Francesco Oliva, Vescovo della Diocesi Locri-Gerace, insieme al Cappellano Militare Don Aldo Ripepi. Alla cerimonia hanno partecipato Autorità civili, militari e giudiziarie del distretto reggino e del circondario di Locri. Successivamente, alle 11.45, una corona è stata deposta anche presso il monumento “Brig. M.O.V.M. Carmine Tripodi” nell’omonima piazza di San Luca.

Carmine Tripodi, nato a Torre Orsaia (SA) il 14 maggio 1960, era entrato nell’Arma dei Carabinieri il 14 luglio 1977. Dopo aver prestato servizio presso la Compagnia di Bianco e la Squadriglia Carabinieri di Motticella, dall’8 gennaio 1982 guidava la Stazione Carabinieri di San Luca. Con grande determinazione e professionalità, Tripodi si distinse per il contrasto ai sequestri di persona nell’Aspromonte, contribuendo all’arresto dei rapitori dell’ingegnere napoletano Carlo De Feo, prigioniero per 395 giorni sulle montagne reggine.

La sera del 6 febbraio 1985, mentre si dirigeva verso la caserma della Compagnia di Bianco, Tripodi fu vittima di un agguato in località Cucuzza di San Luca. Tre malviventi aprirono il fuoco con numerosi colpi di lupara, ferendolo mortalmente. Nonostante le gravi ferite, il Brigadiere reagì con coraggio, riuscendo a colpire almeno uno degli aggressori prima di accasciarsi.

Il 5 giugno 1986, in occasione della Festa dell’Arma dei Carabinieri, il Presidente della Repubblica conferì alla memoria di Carmine Tripodi la Medaglia d’Oro al Valor Militare, con la seguente motivazione:

"Comandante di Stazione distaccata, già distintosi in precedenti operazioni di servizio contro agguerrite cosche mafiose, conduceva prolungate, complesse e rischiose indagini che portavano all’arresto di numerosi temibili associati ad organizzazioni criminose, responsabili di gravissimi delitti. Fatto segno a colpi di fucile da parte di almeno tre malviventi, sebbene mortalmente ferito, trovava la forza di reagire al proditorio agguato riuscendo a colpirne uno, dileguatosi poi con i complici. Esempio di elette virtù militari e di dedizione al servizio spinto fino al sacrificio della vita. San Luca, 6 Febbraio 1985."

La giornata odierna ha rappresentato non solo un momento di ricordo, ma anche di riflessione sul coraggio e sulla dedizione al servizio che caratterizzarono la vita di Carmine Tripodi, esempio eterno di eroismo per l’Arma dei Carabinieri e per l’intera comunità.

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