L’ordinanza della Cassazione e l’adozione del nuovo DPR segnano così un passaggio fondamentale nel percorso verso il referendum
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha adottato il decreto presidenziale che precisa il quesito del referendum popolare confermativo sulla legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare. Lo rende noto il Quirinale.
La decisione arriva dopo un colloquio tra il Presidente Mattarella e la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e tiene conto dell’ordinanza della Cassazione dello scorso 6 febbraio 2026. Come chiariscono fonti del Quirinale, si tratta della soluzione giuridicamente più corretta, in quanto il quesito referendario viene solo integrato senza modificarne la sostanza. A riportarlo ANSA.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta della Presidente Meloni, ha deliberato di proporre al Capo dello Stato la precisazione del quesito già indetto con il decreto del 13 gennaio 2026. La nuova formulazione, che resta sostanzialmente invariata, recita:
"Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare'?"
Secondo Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, non ci sono motivi giuridici per nuovi ricorsi: "La correzione non cambia la sostanza del quesito. Bisognava cambiare molto se ci fosse stato un cambiamento nella sostanza della domanda, ma qui si tratta solo di un’aggiunta formale".
I promotori del referendum, noti come i 15 giuristi, hanno sottolineato che l’ordinanza della Cassazione rappresenta una conferma della correttezza della loro iniziativa, volta a fornire agli elettori un’informazione chiara sugli articoli della Costituzione coinvolti e sulle conseguenze della riforma. "Restiamo in fiduciosa attesa della decisione del Consiglio dei Ministri in merito alla fissazione della nuova data del voto", hanno dichiarato.
L’ordinanza della Cassazione e l’adozione del nuovo DPR segnano così un passaggio fondamentale nel percorso verso il referendum, garantendo trasparenza e chiarezza ai cittadini e confermando la necessità di una consapevole riflessione sul testo sottoposto a votazione.